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emarcol

Protezione circ. aus. mediante fusibili

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emarcol

Buongiorno,

nei nostri quadri elettrici utilizziamo dei fusibili 10,3x38 per proteggere i circuiti ausiliari 24VDC. Di solito suddividiamo il carico sul positivo nel seguente modo:

- alimentazione ingressi PLC (pulsanti, sensori, fotocellule, etc) - protetto con fusibile 2A gG per circa 40 ingressi;

- alimentazione comuni uscite statiche PLC (teleruttori, abilitazione ingressi inverter, elettrovalvole, relè, etc) - protetto con fusibile 1A gG per ogni gruppo (8 o 16 uscite).

Tuttavia in alcune applicazioni mi sono accorto di avere dei cali tensione sul comune degli ingressi. A dire il vero nell'ultima sono uscito pazzo per capire che un sensore (che resettava il valore di conteggio di un encoder) collegato NC ogni tanto si spegneva causando gravi problemi al ciclo della macchina. Il sintomo maggiormente riscontrato è la temperatura del fusibile: elevata al tatto non saprei dire quanti gradi ma forse vicino ai 50°. Probabilmente la corrente era vicina al valore del fusibile ma non abbastanza per interromperlo oppure si trattavi di picchi non sufficientemente lunghi anche per un gG.

Ho risolto semplicemente installando un fusibile da 4A gG. Però la soluzione non mi piace molto. Penso infatti a cosa potrebbe accadere se un filetto da 0,25mmq di una fotocellula andasse a massa: probabilmente non porta 4A e quindi si brucia il filo con tutti i rischi connessi. Per risolvere anche questo problema quindi sto valutando di tornare al fusibile da 2A dividendo il carico in due gruppi.

Qualcuno sa suggerirmi soluzioni alternative?

Grazie.

 

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luigi69

la cosa sembra facile, ma non lo  è

propongo alcuni spunti di discussione

 

  • Il tuo ragionamento è corretto , un filo da 0,22 non riesce a tenere chissà quale corrente di cc , ma dipende anche dalla lunghezza delle linee
  • Personalmente preferisco usare interruttori automatici , magari in una messa in funzione posso provocare inavvertitamente più di un corto , riarmo il magnetotermico e non "spreco" fusibili
  • La temperatura è dovuta alla corrente che attraversa il fusibile, o per assurdo , ad un cattivo serraggio dei morsetti
  • suddividere in troppi circuiti protetti singolarmente mette secondo me in difficoltà per la ricerca guasti , certo , impianti complessi con decine di A sul 24 volt non possono alimentare direttamente un piccolo relè o una scheda di uscita, in caso di corto.... fuochi di artificio
  • Io personalmente uso questa situazione :  +24I   ingressi       +24U  uscite , eventualmente divise su due gruppi da 6 A cadauno  +24PLC  alimentazione CPU      +24S  servizi        collego ogni uscita del magnetotermico unipolare , tramite un diodo ad un ingresso del PLC , tranne logicamente il 24PLC        a livello di guasti è anche semplice scrivere sul manuale della macchina.....se è tutto spento...cerca il problema sul 24PLC  ( cpu e pannello operatore )   se ti compare  manca 24 S  è un corto sulla linea dei servizi....ecc.ecc..

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emarcol

OK la suddivisione proposta da luigi69 e bene anche integrare la protezione nella morsettiera, ma il punto è che a me infastidisce il fatto che il fusibile si scalda (e mi abbassa la tensione sino a far spegnere alcuni sensori creando grossi problemi) ma non si interrompa (pur essendo gG)!

Se io utilizzo un fusibile da 2A gG mi aspetterei che fino a 1,99 vada bene e a 2 si interrompa. Invece a quanto ho constatato c'è una fascia entro cui crea una caduta di tensione senza interrompersi.

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luigi69

controlla oltre eil fusibile anche l'alimentatore

gli switching sono alle volte programmabili in tensione costante o corrente costante

 

in caso di corto , quindi , rischi di vedere abbassarsi la tensione per limitare la corrente , piuttosto che bruciare il fusibile o scattare il termico

 il fusibile, sia Gg che Am..ha una sua curva caratteristica.. non puoi pretendere che da 1,99 a 2 cambi cosi velocemente....

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BTA06

Se il circuito a valle del fusibile presenta capacità, per qualche frazione di secondo
ogni volta che inserisci alimentazione la corrente richiesta può arrivare a 10 volte la corrente nominale.
Questo dipende dal valore della capacità, dal resto del circuito e da quante accensioni vengono eseguite.

Corrente di picco non misurabile con un comune multimetro.

Finora con quanti fusibili da 2A ti si è presentato il problema?

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Livio Orsini

Se ci sono a valle SMPS e/o trasformatori è meglio usare fusibili del tipo ritardato.

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