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sandor626

Tester Chinaglia mod. Dino - Usi : l'eccellenza italiana

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sandor626

Forse fin dal 1975 ( di certo dal 1979, come riportato a penna sull'imballaggio dell'esemplare in mio possesso)  il professionista della radio-elettronica nel suo laboratorio poteva disporre di un gioiello indiscusso  della produzione italiana, un tester dalle doti di precisione e di sensibilità tali da poter gareggiare alla pari con le migliori realizzazioni mondiali (Phiips, Metrawatt)  sto parlando del Tester Chinaglia modello DINO variante Usi 

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sandor626

il Dino è un tester analogico da 200KOhm/volt , pertanto con ingresso elettronico,  per la precisione  a Fet  ( il TIS 58 , successivamente cambiato in BC 264C) .  il galvanometro  è da 40 microAmpère ,  e quindi per le misure che avvengono senza l'ausilio dell'ingresso a Fet , ovvero le misure in amperaggio ovviamente e tutte le misure in  CA, la sua sensibilità è di 20.000 ohm/volt

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sandor626

ed ora una chicca, la mitica misura delle resistenze  con circuito elettronico . A differenza dei tester elettronici  Philips della serie PM25XX l'indice dello strumento a terminali aperti non sbatte oltre il fondo scala , ma si ferma ( previa la regolazione del potenziometro destro )  perfettamente sull'ultima tacca di misurazione della scala  ( l'altro potensiometro presente a sinistra serve per regolare lo zero elettronico ) N641HUKxLZ5rMaGrt9Cxgoo6dGbtZ5BSEZv6aXlA8khiWtboTi2HHgh4uYTYZOMyalpR0GI82kYNVHvx

interno abbastanza ordinato ( soprattutto in relazione all'epoca di produzione) ,  componentistica originale ancora perfettamente funzionante 0KXmKJKNKY71amY_4995qF559yPzz2xRuZSJ0bLlx9Wgro7kYIcZDCEU6RgQzSzvDCuP7d73YzPfutem

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sandor626

ed ecco uno dei due  preziosi FET kAE_s_bOybNwawESUjdz8eKpAnidb-uoyDurCeB0

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ilsolitario

Che bello.. Con le tue foto mi si aprono mille ricordi di mio padre nel  suo angolino, un vecchio saldatore rosso  a stilo della philips l'immancabile dino e le riviste di nuova elettronica..  Mia madre sempre arrabbiata per i circuiti stampati realizzati in casa... Altri tempi, ma quanto darei per riviverli.. Se ritrovo qulache foto del "laboratorio" con il dino la pubblico 

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sandor626

questo lo schema , qui troviamo indicati i Fet originari TIS 58 wKc78fS7R6St8OZ7gHQu9W2SJmAEuL4Hfh4_YolT

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sandor626

per ultimo , faccio notare che la foto di dettaglio della sensibilità  ( 200 KOHM/Volt )  ritrae anche la Classe di precisione del Galvanometro che una  CL1  ,  ovvero una Classe dell'  1% .

E' inidcata anche la posizione di lavoro , orizzontale .

La sensazione che si ricava dall'uso pratico di questo tester è di incredibile precisione e ripetitibilità della misura .  L'ohmmetro  viene segnalato per essere uno dei migliori mai costruiti con tecnologia analogica

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ilsolitario

Non esisteva anche il modello " cortina"? Mi pare di ricordare fosse bianco 

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sandor626
24 minuti fa, ilsolitario ha scritto:

Non esisteva anche il modello " cortina"? Mi pare di ricordare fosse bianco 

certo , esistevano due modelli Cortina , il Major ed il Minor .  Il Major a sua volta si poteva avere da 20Kohm/V  o da 40Kohm/N  .  Su tutti i modelli si poteva avere in opzione l'iniettore di segnali , a banda larga,  USI

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Fulvio Persano

Ciao.

 

Chinaglia Dino, il mio primo tester...

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alex01rosso

Ahimè, questo thread mi suscita ricordi poco piacevoli: a 15 anni acquistai un Chinaglia Cortina Minor (per passione e per hobby). Qualche mese dopo tentai di misurare una tensione di rete con i puntali su Ampère, con relativo botto e demolizione del tester 😔

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sandor626
Il 10/8/2020 alle 19:34 , alex01rosso ha scritto:

Ahimè, questo thread mi suscita ricordi poco piacevoli: a 15 anni acquistai un Chinaglia Cortina Minor (per passione e per hobby). Qualche mese dopo tentai di misurare una tensione di rete con i puntali su Ampère, con relativo botto e demolizione del tester 😔

il cortina minor , che aveva la particolarità di avere la larghezza maggiore dell'altezza ( un cortina  ruotato di 90° per intenderci)  aveva un ridotto numero di portate ,  sarebbe stato facile individuare il resistore scoppiato .  

Ne ho preso di recente un esemplare NOS , lo stesso contenuto nellimballaggio di  polistirolo con tanto di etichetta originale ,  sarà oggetto di un nuovo 3ad

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ciccioilgrande

va bene ragazzi,io adesso non voglio minimamente infrangere i vostri sogni e le vostre nostalgie,ma erano sempre strumenti a lancetta quindi la sua alta precisione un po si perdeva nella interpretazione della lettura che ne faceva chi li utilizzava,era come usare il regolo calcolatore quando ancora non erano state inventate le calcolatrici,il risultato dell'operazione doveva essere" intuito",oggi un cinesone da pochi euro eguaglia e supera in precisione e facilità d'uso quei strumenti...

Edited by ciccioilgrande

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sandor626
1 ora fa, ciccioilgrande ha scritto:

 ma erano sempre strumenti a lancetta  .

certo,  ma sopratutto  caricavano il circuito in prova .   Nessuno credo che li voglia sostituire  agli strumenti attuali .   Ma , detto questo, non vogliamo lasciare ai posteri una traccia di quello che un tempo era il golden standard   ? 

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Livio Orsini
2 ore fa, ciccioilgrande ha scritto:

,oggi un cinesone da pochi euro eguaglia e supera in precisione e facilità d'uso quei strumenti...

 

Io non ne sarei altrettanto sicuro.

Dovresti provare a fare delle prove serie di comparazione verificando la preceisione con uno strumento di calibrazione.

Un tester analogico di buona qualità come Chinagla, ICE, Metrix, se non è stato troppo maltrattato come precisione è probabile che sia più preciso di un cinesino da pochi euro.

Basta avvalersi dello specchio posto dietro alla scala per non avere errori di parallasse quindi nessuna "interpretazione" della misura.

 

Se poi vai su tester di qualità professionale, come il vecchio AVO meter che ho ancora, ti ritrovi dei veri gioielli. hanno addirittura una portezione per il fuori scala, basata sull'accelerazione dell'indice, che fa aprire il circuito di misura; è qualche cosa di assimilabile agli interruttori automatici magnetici.

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Lorenzo-53

Penso che in molti abbiamo usato in gioventù o agli inizi dei multimetri analogici e quindi anche la nostalgia fa la sua parte, se non si tratta di strumenti di qualità con quadranti da una spanna e un certo numero di scale oggi la difficoltà è interpretare sulla 10 VCC fondo scala letture come 2,7 V   3,3 V   5,1 V dove un digitale è sicuramente più agevole da leggere

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gabri-z
7 minuti fa, Lorenzo-53 ha scritto:

è sicuramente più agevole da leggere

Ammesso che sia fissa , un signore strumento digitale ci mette una ''vita'' a farti vedere il valore .

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alex01rosso
4 minuti fa, gabri-z ha scritto:

Ammesso che sia fissa , un signore strumento digitale ci mette una ''vita'' a farti vedere il valore .

Esatto. Mentre era molto più facile seguire le oscillazioni della lancetta. E vederla anche "tremare" in caso di ripple consistente.

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ilguargua

Io l'analogico (un ice 680, nel mio caso) lo uso quando devo controllare ad esempio i potenziometri di certi sensori, facendogli fare lentamente tutta la scala e misurando la tensione in uscita. Se c'è quale variazione strana o incertezza è molto più immediatamente visibile con l'analogico che con il digitale, ed in quel caso non mi interessa nemmeno una lettura precisa del valore.

Oltre la nostalgia, esistono ancora usi utili di questi strumenti "storici". ;)

 

 

Ciao, Ale.

 

Edit: mentre scrivevo avete già scritto in due + o - la stessa cosa...:superlol:

Edited by ilguargua
aggiunta

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ciccioilgrande

Non discuto la qualità di quei strumenti ci mancherebbe altro ma parliamo di oltre 50 anni fa,da allora l'elettronica ha fatto passi da gigante e con i nuovi strumenti,quei vecchi strumenti anche molto costosi ,sono stati riposti nei cassetti;può capitare che per qualche uso particolare possano essere riutilizzati ma volete mettere la facilità d'uso che ci offrono quelli digitali? Con quelli un po' più costosi no c'è bisogno neanche di cambiare portata,quando si misurano le resistenze non c'è bisogno di azzerare lo strumento,il valore delle grandezze che si misurano è li bello evidente con decimali e a volte centesimali senza possibilità di errore nella lettura ecc

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gabri-z
37 minuti fa, ciccioilgrande ha scritto:

volete mettere la facilità d'uso che ci offrono quelli digitali?

Nessuno lo fa , non è il tema della discussione .

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gabri-z
1 ora fa, ilguargua ha scritto:

mentre scrivevo avete già scritto in due + o - la stessa cosa...

Vuol dire che non sei l'unico ad aver lavorato.....:superlol: E ci siamo trovati il messaggio appena sfornato .

Edited by gabri-z

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gabri-z
4 ore fa, Livio Orsini ha scritto:

hanno addirittura una portezione per il fuori scala, basata sull'accelerazione dell'indice, che fa aprire il circuito di misura;

 

E come fanno ? Hai curiosato dentro per capirlo oppure lo sai il principio ?Io sarei curioso capire come funziona .

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Lorenzo-53
3 ore fa, gabri-z ha scritto:

E come fanno ? Hai curiosato dentro per capirlo oppure lo sai il principio ?Io sarei curioso capire come funziona .

Stiamo parlando di vere e proprie "macchine per misurare" di peso ragguardevole, portatili era un eufemismo diciamo che erano trasportabili, gli strumenti non erano fetecchie alle quali siamo abituati che le guardi male e si piega la lancetta, all'interno si trovava un relè particolare semplificando diciamo che lo strumento aveva un certo fondo scala e se veniva superato il circuito di protezione faceva intervenire quel relè, così almeno lo ricordo io

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