Jump to content
PLC Forum


Pompa di calore per acqua calda sanitaria


stop
 Share

Recommended Posts

ciao e buone feste a tutti ......senza entrare troppo  nello specifico tecnico vi chiedo un consiglio: cioè se è possibile e se potrebbe essere una valida soluzione  quella di  mettere una pompa di calore per l'acqua calda sanitaria in un vecchio hotel .Ecco l'identikit della struttura  alberghiera ....è situata in montagna (appennino )a circa 1000mslm è una struttura datata e abbastanza  grande  possiede   circa 35 stanze con altrettanti bagni , sale ecc .5 pompe che gestiscono  5 zone  . . Caldaia è una Visman da 110 kw a doppia condensazione che oltre al riscaldamento gestisce tre scambiatori dell'h2O sanitaria calda  per un totale di 1500 litri di acqua calda che viene distribuita in tutta la rete sanitaria attraverso un circolatore con pause di 20 minuti  . Quando la temperatura dei boiler scende sotto i 60 c° la caldaia ferma il riscaldamento e praticamente entra in funzione il riscaldamento dell'acqua sanitaria,mettendo in pausa il riscaldamento dei termosifoni .Gli occorre circa 40/50  minuti per riportare l'acqua a temperatura (60c°)per diverse volte al giorno o meglio a seconda del consumo dell'acqua . Così alcune zone della struttura patiscono l'abbassamento della temperatura  soprattutto nei primi periodi delle aperture invernali quando la struttura non è a regime "calorico " ! Ecco il motivo percui ho necessità di un'alternativa per avere i due riscaldamenti autonomi uno per riscaldamento e uno per produrre acqua calda. Ho letto qualcosa sulle pompe di calore ma sinceramente ho diversi dubbi mi ha attirato l'attenzione il fatto  che le pompe di calore non andrebbero ad influenzare la potenza termica nominale consentita (pari a 116 kW) .......considerate che le temperature invernali a volte scendono sottto i 6/10c° ma avrei la possibilità di mettere al riparo la pompa di calore !!

Grazie e scusate la lungaggine !!

Stop

Link to comment
Share on other sites


Alessio Menditto

Devi tenere conto che una pompa di calore ha sempre bisogno di una resistenza elettrica per dare una mano, da sola non può scaldare più di tanto l’acqua.

Nel conto energetico devi quindi mettere la potenza elettrica della resistenza che si accenderà al momento utile.

Per la temperatura, già da +7 gradi in giù la resa cala progressivamente, in più devi darle tempo di sbrinare, e mentre sbrina non scalda l’acqua.

Link to comment
Share on other sites

però a 6/10° di minima direi che ha ancora un senso.. e non credo abbia problemi di sbrinamenti se tenuta in ambiente chiuso e lavorando per un accumulo e non in istantanea.

 

chiaramente va sentito un tecnico ma secondo me è fattibile, magari lasciando la possibilità alla caldaia attuale di aiutare in caso di necessità.

Link to comment
Share on other sites

Alessio Menditto

Si ci mancherebbe, da un punto di vista termodinamico conviene sempre e comunque, ma è giusto rendere consapevoli i clienti di cosa si sta parlando, noi lo sappiamo e nelle pubblicità mica dicono queste cose.

Link to comment
Share on other sites

ragazzi buongiorno e grazie davvero per le tempestive risposte .....si si ,che ho interpellato un un tecnico !! e siamo rimasti d'accordo che dopo le festività  ci saremmo risentiti . Chiedevo però nel forum visto che mi sono imbattuto in qualche video e discussione dove ci sono pareri contrastanti : chi dice che  ora ci sono macchine che anche a temperature prettamente invernali intono a 0 -3/4 gradi lavorano benissimo chi e come voi avete ribadito e sapevo anch'io , già + 5/7C°  avevano difficoltà . Oltretutto se come mi ha fatto notare "Alessio" che occorrerebbe se la temp scende , anche  un 'aiutino con una resistenza elettrica ..........

Link to comment
Share on other sites

Alessio Menditto

No ma la resistenza serve sempre, anche a ferragosto, se chiedi una temperatura oltre quella massima che può raggiungere il gas caldo.

Per il discorso del freddo dipende dalla macchina, ma se non ha particolari accorgimenti (tipo Zubadan), pure qui è la fisica che governa l’universo che pone limiti ad un frigorifero usato per riscaldare.

Edited by Alessio Menditto
Link to comment
Share on other sites

le temperature esterne incidono fino ad un certo punto

quello che frega è la formazione di brina sul pacco evaporatore, perché riduce lo scambio termico della macchina con l'aria esterna, con la conseguenza che si deve sprecare energia per rimuovere il ghiaccio formato

quindi centra anche all'umidità oltre che la temperatura

nella gamma di temperatura -5/+5 il mix temperature umidità può essere deleterio

solitamente sotto i -5 l'umidita è bassa e si forma poca brina

sopra i +5/+7 le temperature sono abbastanza alte per non formarla o formarla in un tempo ragionevolmente lungo

 

altra cosa che frega è che l'ACS a 30 gradi è "fredda"

accumularla è anche non fattibile, ecc, ecc

portarla a 50/60 gradi è fattibile

ma complesso

quindi richiede investimenti abbastanza sostenuti

infine stai parlando di 1500 litri di accumulo, 35 bagni, magari omesso c'è il ristorante, ecc

 

economicamente, a mio avviso, è andare a farsi del male 

Edited by click0
Link to comment
Share on other sites

2 ore fa, click0 ha scritto:

le temperature esterne incidono fino ad un certo punto

quello che frega è la formazione di brina sul pacco evaporatore, perché riduce lo scambio termico della macchina con l'aria esterna, con la conseguenza che si deve sprecare energia per rimuovere il ghiaccio formato

quindi centra anche all'umidità oltre che la temperatura

nella gamma di temperatura -5/+5 il mix temperature umidità può essere deleterio

solitamente sotto i -5 l'umidita è bassa e si forma poca brina

sopra i +5/+7 le temperature sono abbastanza alte per non formarla o formarla in un tempo ragionevolmente lungo

 

altra cosa che frega è che l'ACS a 30 gradi è "fredda"

accumularla è anche non fattibile, ecc, ecc

portarla a 50/60 gradi è fattibile

ma complesso

quindi richiede investimenti abbastanza sostenuti

infine stai parlando di 1500 litri di accumulo, 35 bagni, magari omesso c'è il ristorante, ecc

 

economicamente, a mio avviso, è andare a farsi del male 

sei stato chiaro e limpido come l'acqua ......in questo caso fresca !! Grazie

 

Link to comment
Share on other sites

DavideDaSerra

La pompa potresti metterla in "preriscaldo" sul sistema attuale, in pratica la PDC porterebbe un primo accumulo tra i 40° e i 50° (lavorando dove rende al meglio) e il secondo "colpo" da 50 a 70° lo gestirebbe l'attuale caldaia.

 

Quello che non capisco è se le stanze "lontane" abbiano disconfort dal punto di vista dell'acqua calda o del riscaldamento.
Perchè se fosse solo un problema di acqua calda che "tarda" o non arriva abbastanza calda nel primo periodo potresti accendere più spesso le pompe del ricircolo e risolveresti il problema.

 

Se invece il problema è il riscaldamento degli ambienti potresti abbassare l'isteresi sul bollitore, anzichè accendere a 60° per riportare a 70° in 40 minuti accendi a 65° per riportare a 70 in 20 minuti..

Avresti accensioni più frequenti ma di breve durata questo farebbe in modo di non far raffreddare troppo le stanze lontane.

 

Edited by DavideDaSerra
Link to comment
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
 Share

×
×
  • Create New...