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Safetyman

Etichettatura - Cosa deve indicare l'etichetta.

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Safetyman

Buona sera a tutti.

Qualcuno di voi sa dirmi cosa deve riportare, oltre alla marcatura CE e alla classe di isolamento, l'etichetta che deve essere apposta sul lampione?

Tensione e frequenza?

Data di fabbricazione?

Inoltre:

E' corretto porre l'etichetta all'interno del lampione?

Grazie a tutti...

...ciao!

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Guest Enrico Taino

Si penso sia corretto anche perchè applicandola esternamente può darsi che venga persa o tolta.

I dati che deve avere oltre la marchiatura CE, penso siano classe d'isolamento, tensione nominale di funzionamento, frequenza, normative di riferimento, anno di fabbricazione, matricola, grado di isolamento e magari una simbologia che ne attesti la sua conformità alle leggi in materia di inquinamento luminoso.

Questo per quanto concerne l'etichetta di ogni singola apparecchiatura illuminante.

Sono altresì convinto che per ogni punto luce o lampione, sul palo o sulla parete a 3 metri d'altezza deve essere apposta la targa identificatrice del punto luce recante il numero identificativo del punto luce stesso e la lettera o sigla o numero del quadro elettrico di riferimento.

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Guest ELLEDI

la normativa CEI EN 60598 riporta chiaramente cosa deve essere posto nelle etichette.

CI sono informazioni da porre sulla scatola, sull'etichetta interna, ed alcune che devono essere visibili anche dall'esterno.

Tra quelle obbligatoriamente visibili dall'esterno ricordo esserci:

Il grado IP dell'apparecchio

Il simbolo di sostituzione del vetro se questo si rompe

Per i proiettori la distanza di installazione dalle superfici illuminate

Ma invito comunque allo studio della norma, la memoria può ingannarmi...

Per quanto riguarda le leggi regionali, a mio avviso è compito del progettista individuare prodotti e condizioni di installazione.

Compito non certo difficile data la giusta imposizione di fatto del progetto illuminotecnico; e dunque controllabile dal direttore dei lavori.

Non deve certo essere compioto del costruttore l'etichettare i prorpri prodotti alle 1000 leggei regionali italiane; fornito il dato fotometrico ha fatto la sua parte.

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Guest Enrico Taino

Giusto ELLEDI però credo i costruttori possano anche trovare una simbologia che ne comprovi la carateristica di apparecchi non inquinanti.

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Guest ELLEDI

non inquinanti... rispetto a cosa?

Alle legge Lombardia, oppure a quella del Lazio, oppure a quella Abruzzese, oppure quella o quell'altra...

Il file fotometrico credo che sia quanto di più chiaro esista nel definire le performace di un corpo illuminate in merito a tutti gli aspetti.

Se l'impinato DEVE essere progettato, non vedo il problema, il progettista DEVE saperlo leggere ed usare, sennò non faccia l'illuminotecnico.

In Italia cerchiamo sempre che qualcun'altro certifichi per noi, alora a che serve il progettista?

E poi ler Aziende hanno mercati internazionali, devono attenresi a tali standard, duqnue l'etichettatura deve essere internazionale.

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Guest Enrico Taino

E' giustissimo quello che tu affermi e da illuminotecnico sono appieno d'accordissimo con te. Però secondo me i costruttori potrebbero altresì trovare una simbologia per indicare che un corpo illuminante è cut-off e quindi non inquinante. Questo intendevo. Dopo un apparecchio può avere tutte le certificazioni del caso ma se l'installatore lo posa inclinato di 15° il castello di carte decade e penso che su questo punto siamo tutti d'accordo.

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Guest ELLEDI

se deve mettere un marchio che CERTIFICA, a che serve tutta la storia di fornire i rilievi firmati ?

Il progetto LO DEVE FARE IL PORGETTISTA; il qualde DEVE ESSERE COMPETENTE IN MATERIA; sennò vada a fare il progetto dei citofoni e non dell'illuminazione.

L'installatore DEVE INSTALLARE COME DA PROGETTO ed il direttore lavori controllare che ciò avvenga.

Un impianto non progettato e di per sè fuori legge e fuori norma; e visto che non può esistere il problema non si pone.

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