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Condensa Al Mattino Su Vetri Interni Camera Da Letto Esposta A Nord. - Come evitarle la condensa e salvaguardare pareti e intonaco?


esco

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Nelle foto sotto riportate si vede un velo di umidità che d'inverno è sempre presente sui vetri interni di una camera da letto esposta sul lato freddo di un appartamento (a Nord). Nella adiacente sala, più grande e senza porta (quindi più arieggiata), ma con medesima esposizione e finestra praticamente uguale, non è stata mai rilevata la condensa.

La vetrocamera internamente è ancora perfetta, nonostante l'età della finestra.

La condensa è poca, come si vede dalle immagini, e non mi sembra un problema per la finestra; ma le pareti della stanza ed il relativo intonaco "soffrono" al punto di presentare moderate lesioni e la necessità di intervenire con un imbianchino.

Quali suggerimenti per limitare questo problema?

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Simone Baldini

La verifica di condensa superficiale la si fa' sulle pareti ma sulle finestre solitamente è impossibile evitarlo anche con vetri nuovi basso emissivi ecc..

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Potresti risolvere con un deumidificatore di quelli portatili: umidità relativa più bassa=abbassamento del punto di rugiada e non avrai problemi di condensa sui vetri.

Altrimenti l'altra soluzione, con la quale ti dimentichi della condensa anche sui vetri, è di passare ai pannelli tripli o finestra e controfinestra entrambe con doppio vetro (questa è una soluzione che mi piace molto dopo averla provata in austria ed in Molise in vacanza sulla neve!) però mi rendo conto che hanno dei costi alti e non sono sempre applicabili.

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non è la stireria dove si asciuga la biancheria, o il bagno o la cucina: è una stanza da letto ed è (solo la prima mattina durante l'inverno) l'unica finestra con condensa di tutta la casa.

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Per questo appartamento sono stati ordinati nuovi infissi in PVC in sostituzione di quelli di legno esistenti. Si spera di migliorare la resa poiché i nuovi infissi sono certificati con Uw = 1,4 W/m2k (certo non è < 0,8 come nelle case passive, ma nelle case passive la ventilazione è forzata e questo appartamento certo non può diventare una casa passiva... almeno credo).

Ecco le caratteristiche principali delle nuove finestre in arrivo: vetro a bassa emiss. Plus Valor, sicur.(0,38+P2ASI), 41db, 28mm strutt.vetro: 6/7:-14-8/9SI, Ug=1,3 W/m2K (EN 673); g=55%, valore Uw secondo EN ISO 10077-1:2006: 1.4 W/m2K.

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Frigorista modena
non è la stireria dove si asciuga la biancheria

Esco sicuramente non è colpa di Gabriele, che anzi ti ha dato una risposta molto sensata: in quella stanza evidentemente hai un tasso X% di umidità relativa con una temperatura Y°C e in combinazione col la temperatura del vetro Z°C (principio della parete fredda, dai un'occhiata su internet), forma quell'antipatico fenomeno di condensa.

Non è poi che hai molte cose da fare:

1) compri un deumidificatore.

2) alzi la temperatura della stanza per alzare Y°C oltre il punto di rudagia combinato con X% e Z°C.

3) riscaldi con una resistenza i vetri per alzare Z°C.

4) cambi gli infissi per tenere bassa la Z°C, e in tutti i modi X% rimane alta e i muri si ammuffiscono lo stesso perchè sono freddi com'erano freddi i vetri adesso.

5) metti un grosso ventilatore che richiama aria tiepida dalle altre stanze e la butta in quella incriminata.

6) cerchi se qualche grondaia è rotta e ti bagna il muro dall'esterno all'interno.

7) sposti la camera da letto in un'altra stanza.

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Stesso problema, ho sostituito termosifone con uno più performante (messo uno ad elementi al posto di uno di quelli fini) ed acquistato deumidificatore portatile che accendo qualche ora la sera. La situazione è molto migliorata. Sia sui vetri ma soprattutto sui muri (che comunque avevo riverniciato con apposita vernice).

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Frigorista modena

Beh l'aria calda ha la capacità di contenere più grammi d'acqua della fredda (se n'è comunque parlato molto in scorse discussioni, fai una ricerca e le ritroverai) per cui apparentemente quando si riscalda una stanza viene da dire "ho tolto l'umidità", quando invece non hai tolto niente, l'hai solo diluita e non l'avverti più così fastiiosamente.

Comunque ripeto la lettura del diagramma di Mollier è molto difficile, necessita di dati, l'umidità relativa, la temperatura dell'aria al bulbo secco, quella col bulbo umido e poi s'incrociano e spiegarlo qui purtroppo va oltre mie possibilità.

Diciamo, spero ti basti, che scaldando l'aria tu non togli l'umidità come faresti accendendo un deumidificatore, ma l'effetto "a pelle" sarebbe lo stesso e non la ritroveresti appiccicata sul vetro freddo, che dovrebbe essere molto più freddo di quello che è adesso per farla condensare.

Cioè ancora alzando la T stanza bisognerebbe si abbassasse ancora di molto la T vetro a parità di umidità% per farla condensare.

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Frigorista modena
Ma.... arieggiare, no, eh?

Certo ha talmente ragione che io proprio per arieggiare ho fatto l'impianto radiante a pavimento e le finestre le tengo sempre in fessura anche a -10°C :superlol:

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Certo ha talmente ragione che io proprio per arieggiare ho fatto l'impianto radiante a pavimento e le finestre le tengo sempre in fessura anche a -10°C
 

Io pure ;) ahhahaha come no! Un bel deumidificatore e risolvi ogni problema!

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La circolazione dell'aria nella camera da letto durante il riposto notturno è certamente un problema: chi volontariamente o involontariamente dispone di una finestra con "spiffero" ad esempio non dovrebbe interporre il letto tra finestra e porta, poiché la micro-circolazione dell'aria potrebbe non giovare alla salute di chi riposa ed è bersaglio di tale flusso.

Molti tecnici preferiscono consapevolmente anche non cambiare le finestre anni '70 monovetro con non pochi "spifferi" e sopperire alla conseguente dispersione termica "pagando" l'energia per il riscaldamento, appunto come si faceva in passato, e si fa tutt'ora. Ritengo anche che quelli più consapevoli certo non posizionano il letto "sotto lo spiffero".

Altri suggeriscono di isolare al meglio gli infissi, ritenuti i maggiori responsabili della dispersone di energia termica, sebbene anche altri interventi di isolamento dovrebbero essere presi in esame: ad esempio sulle pareti opache (cappotto). In questo settore così in evoluzione (pensate all'Aerogel applicato in edilizia o alle ristrutturazioni in Classe A con VMC), forse non è neanche sufficiente richiedere un parere ad un unico termotecnico.

Il caso che ho sottoposto mi sembra relativamente semplice, poiché l'unica differenza che ho indicato tra i due locali affiancati (sala e camera da letto) è l'ampia apertura della sala priva di porta rispetto alla camera da letto: medesime sono le finestre e l'esposizione, ma sui vetri della sala è assente la condensa visibile sul vetro.

Premesso che i tutti i suggerimenti sono apprezzati, anche quelli sull'apertura delle finestre, ho apprezzato la spiegazione di Frigorista MO, sull'innalzamento della temperatura del locale che non "annulla" l'umidità in esso presente, ma consente di mantenere l'umidità dispersa nell'aria: da questa "regola" mi pare di comprendere che la diminuzione di umidità consentirebbe di abbassare la temperatura del locale a parità di temperatura percepita (!?).

Se è così, mi chiedo: è possibile essiccare l'aria in modo "passivo", senza dover acquistare un nuovo elettrodomestico?

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Frigorista modena

Purtroppo per togliere l'umidità la devi far condensare su una parete fredda, non direi esistano altri modi per ELIMINARLA.

la diminuzione di umidità consentirebbe di abbassare la temperatura del locale a parità di temperatura percepita (!?).

Ci devo pensare un po' su perchè non ho capito bene cosa intendi, diciamo che d'inverno il fastidio dell'umidità non è come d'estate, anche perchè tieni conto che i termosifoni non devono assolutamente diluire troppo l'umidità perchè i polmoni ne soffrono terribilmente dell'aria calda e secca, per cui va benissimo avere aria calda e umida, mentre d'estate se c'è troppo umido hai fastidio perchè il sudore non evapora e non ti raffreddi.

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la diminuzione di umidità consentirebbe di abbassare la temperatura del locale a parità di temperatura percepita (!?).

al limite, il contrario; comunque il benessere, per meglio dire il conforto termoigrometrico, è funzione:

-) della temperatura dell'aria

-) umidità relativa dell' aria

-) velocità dell' aria

-) temperatura media radiante

degli esseri umani invece va considerato:

-) metabolismo energetico

-) resistenza termica abbigliamento

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  • 2 weeks later...

Spero che qualche tecnico possa commentare questo prodotto, mi pare svolga le funzioni che potrebbero essere utili per il mio caso.

Unità di recupero calore - Recuperatore di calore brevattaro per l'eliminazione di umidità e muffe

Risparmio energetico alla portata di tutti grazie alle unità di recupero calore di Nicoll: un sistema brevettato che permette di purificare gli ambienti, eliminando umidità e muffe, e consente di recuperare fino al 70% di energia. L’intuizione alla base del prodotto è semplice: veicolare l’aria esausta delle stanze all’esterno e reintrodurre aria pulita e riscaldata. Lo scambio termico consente, a seconda delle stagioni, un significativo risparmio energetico grazie al recupero termico che contribuisce a ottimizzare la resa energetica della propria abitazione. Il sistema di Nicoll è, infatti, progettato per l’installazione su ambienti di dimensioni di circa 30 mq: ogni stanza della casa potrà, quindi, avere un dispositivo autonomo in grado di riciclare l’aria e, contemporaneamente, riscaldarla attraverso lo scambio termico all’interno del condotto che attraversa il muro esterno dell’abitazione. Il recuperatore è facile da montare e può essere installato da chiunque in ogni tipo di costruzione: una volta eseguito il carotaggio della parete sarà necessario tagliare il tubo a seconda dello spessore della parete, montare lo scambiatore esterno e il filtro interno. Intuitivo è anche il funzionamento: il sistema si attiva automaticamente a intervalli regolari e l’utente potrà quindi scegliere una delle tre velocità a disposizione. La silenziosità del recuperatore, infine, assicura - in qualsiasi momento della giornata - un elevato comfort termico con un basso impatto acustico.

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L amico dei frighi

ciao , interessante questo studio di Nicoll, in principio non é altro che uno scambiatore termico aria/aria il nuovo sta nella forma e nel ristretto campo di applicazione.

-Ammesso che la t° esterna sia + bassa la t° interna diminuirá e probabilmente(in casi di sufficiente divario di temperature) ci sará una condensazione del vapore acqueo all'interno di esso, con conseguente diminuzione di umiditá assoluta e relativa.

-Se la T esterna é + alta potrewbbe (in casi limite)verificarsi condensazione del vapore acqueo contenuto nell'aria esterna , un possibile risultato: innalzamento della t° interna e abbassamento dell'umiditá relativa, l'umiditá assoluta non é sicuro che diminuisca, possibilitá di condensazione sulle pareti se sono molto + fredde.

-nel caso la t°esterna eguagli circa la t°interna ci sará una riduzione dell'umiditá interna causa l'insufflazione di aria piú secca.

diciamo che nella maggior parte dei casi vada bene. Causa possibile condensazione nello scambiatore é ASSOLUTAMENTE necessario pulire accuratamente con igienizzanti + volte all'anno.

Un metodo chimico per ridurre l'umiditá é il posizionamento in appositi angoli di particolari recipienti contenenti particolari sali.

una drastica diminuzione di umiditá fa "sentire + freddo", un'innalzamento spropositato di umiditá fa "sentire +caldo" di quello che misura il termometro

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Io ho provato diverse volte a fare questo esperimento. Senza informare il vostro interlocutore, chiedetegli che temperatura percepisce, soprattutto quando fa freddo.

Troverete che d'inverno la maggiorparte delle persone prova meno freddo quando è più umido, e non il contrario.

E' un falso mito quello dell'umidità che fa provare una sensazione di freddo. Se così fosse, ad absurdum, dovremmo provare più freddo anche con temperature estive, cosa palesemente falsa.

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infatti, anche l'amico dei frighi l'ha detto... diminuire troppo l'umidità aumenta la senzazione di freddo.

è tutta una questione di equilibri e di coperta corta alla fine :lol:

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Se così fosse, ad absurdum, dovremmo provare più freddo anche con temperature estive, cosa palesemente falsa.

La temperatura percepita è funzione essenzialmente dello scambio termico tra il corpo umano e l'ambiente esterno.

Lo scambio termico tra corpo umano e ambiente avviene per radiazione, la superficie del corpo irradia calore, sia per evaporazione del sudore.

Quando la temperatura del corpo e la temperatura ambiente hanno valori simili, il raffrescaemnto del corpo avviene principalmente facendo evaporare il sudore. Più fa caldo e più si suda, similmente con attività fisica che brucia calorie aumenta la sudorazioen per smaltire il calore prodotto.

In estate nelle giornate afose, cioè con elevatissima percentuale di umidità, la temperatura percepita è superiore al reale perchè diminuisce lo scambio termico tra corpo e ambiente; questo fatto è dovuto all'elevato tasso di umidità che impedisce o frena l'evaporazione del sudore. E' sufficiente frizionare ascelle e torace con soluzioni alcoliche per provare sollievo e frescura, perchè l'alcol evaporando velocemente produce la sensazione di frescura.

Al contrario nelle giornate ventose la temperatura percepita diminusce rispetto al valore reale perchè lo scambio termico tra corpo e ambiente è più elevato, cioè il corpo si raffredda più velocemente, da cui la sensazione di maggior freddo.

Il freddo umido aumenta la sensazione di freddo perchè l'umidità presente nei vestiti e nelle coperte favorisce la trasmissione del calore dal corpo umano all'ambiente circostante. La funzione principale dei vestiti e delle coperte è, per il freddo, quella dell'isolante termico. Un materiale con elevato tasso di umidità diminuisce di molto il potere coibentante.

Quando ero molto giovane il riscaldamento generale, nelle normali abitazioni, era praticamente sconosciuto. Si usava le famose "cucine economiche" per riscaldare un poco la stanza dove si viveva. Per sopportare il gelo delle camere da letto, si usava, prima di coricarsi, porre, per qualche tempo, un bracere sotto le lenzuola. Questo passaggio scaldava in poco ma, soprattutto, toglieva la maggior parte dell'umidità presente nelle coperte. L'effetto di tepore sarebbe svanito rapidamente, ma le coperte più secche aumentavano il potere di coibentazione permettendo di sopportare meglio le temperature gelide. Al mattino trovare l'acqua ghicciata nella brocca era un fatto normale.

Modificato: da Livio Orsini
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