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PLC Forum


Carlo Albinoni

Ricarica veicoli elettrici nelle abitazioni

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Giulio Ohm

Ho piu di un conoscente che lamenta la mancanza di colonnine di ricarica e vivo in una grande citta. A me pare che il vero freno al diffondetsi dell auto elrttrica sia questo. E mi viene da pensae male, perche il costo di installazipne di una colonnina credo sia davvero basso.

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Carlo Albinoni

In Italia c'è una carenza grave di stazioni veloci.

Manca una copertura nazionale. Il famoso progetto Enel EVA+, più volte rinviato, va pianissimo.

Unica eccezione è Milano che ne ha una decina abbondante (quasi tutte A2A).

La cosa curiosa è che in Italia c'è il più grande costruttore di stazioni veloci.

 

Per quelle standard (sino a 22 kW), non dico che siamo messi bene - anzi - ma non siamo del tutto a zero. Poi, varia da zona a zona.

 

Manca anche il roaming tra i vari circuiti (con il risultato che bisogna circolare con decine di tessere e alcune colonnine sembrano proprio inutilizzabili).

Manca la manutenzione e molte sono fuori servizio.

Manca il famoso PUN (piattaforma unica nazionale), più volte annunciato e mai attivato, data base che avrebbe dovuto catalogare tutte le colonnine pubbliche.

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Maurizio Colombi

Carlo, ti racconto una favola incredibile!

Dopo lunghe peripezie tra committenza, direzione lavori, Enel, proprietari dell'area ecc. ecc. qualche giorno prima di ferragosto, siamo riusciti ad attivare una doppia colonnina per la ricarica con 6 posti riservati. Si trova in un grandissimo parcheggio con ingresso servito da una fantastica rotonda, a pochi metri da una strada provinciale con enorme passaggio (la Via Emilia), con pensiline ombreggiate ed illuminate (di notte) come se fosse giorno. Un immenso campo fotovoltaico fa da corollario a questa bella realizzazione... completamente INACCESSIBILE!

Se vi va di farvi un giro... queste sono le coordinate 45.056392, 9.507139. Le immagini dal satellite sono attualissime, le immagini di "street view" un po' meno (sono del 2014) ma quell'area è così da almeno un anno!

 

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Carlo Albinoni

Ridendo e scherzando le auto a spina in Europa nel 2017 sono state il 2% del venduto, con tendenza all’aumento (a dicembre erano il 3%).

Come sempre, in testa la Norvegia e l’Italia all’ultimo posto con una quota definita “imbarazzante” dello 0,2%.

Su scala mondiale, il paese più elettrico è la Cina: il maggiore mercato, il maggiore produttore.

 

Ovviamente tutto ciò in attesa delle auto e delle batterie che compariranno nei prossimi anni: più autonomia, meno costose.

Auto a idrogeno non pervenute (per ora).

 

http://ev-sales.blogspot.de/2018/01/

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hfdax
il 31/1/2018 at 20:58 , click0 scrisse:

le macchine elettriche bisognerà ricaricarle

una mappa parziale delle emissioni europee (e non)di co2 della produzione elettrica (in tempo reale)

 

https://www.electricitymap.org/?wind=false&solar=false&page=country&countryCode=IT&remote=true

Perché a quelle non elettriche non c'è da fargli il pieno? O forse i motori a combustione interna non emettono CO2? :huh:

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click0

certamente che emettono CO2

ma mi sembrava un "dato" interessante, sapere quanto si emette in termini di CO2 per ogni Kwh di energia elettrica per fare magari un confronto, tra quanto emette un auto normale e una elettrica

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Carlo Albinoni

Sì, è molto interessante. Ovviamente i bilanci vanno fatti per anno e non su valore istantaneo. Ovviamente vanno considerate tutte le altre emissioni durante il ciclo di vita (polveri sottili, polveri sottilissime, ossidi di azoto, ecc) con analisi LCA.

Esistono molti studi e articoli sull'argomento. Segnalo questo report, che forse avevo già segnalato. https://www.oeko.de/fileadmin/oekodoc/Assessing-the-status-of-electrification-of-the-road-transport-passenger-vehicles.pdf

 

Colgo l'occasione per segnalare anche questo "lungo" servizio del TG2 motori di oggi.

http://www.tg2.rai.it/dl/tg2/rubriche/PublishingBlock-079a14cc-3cb7-43da-ab13-1b0357b88a32.html

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hfdax

Al di la dei dati specificiv vorrei una vostra opinione sulle considerazioni di principio che seguono.

Seguo da anni il dibattito sull'opportunità di passare alla mobilità elettrica e le opinioni (non tanto quelle dei tecnici che in fondo sanno di cosa parlano) sono sempre contrastanti. Chi valuta gli aspetti tecnico scientifici, chi quelli economici, la salute, l'ambiente l'opportunità economica, gli investimenti necessari, lo stato della tecnologia attuale ecc. ecc. e allora per qualcuno va fatto, per qualcuno non conviene  e vai con le opinioni più disparate. Ma noi siamo tutti tecnici e i principi su cui ci basiamo sono (o dovrebbero essere) inopinabili.

Sinceramente non riesco a capire se ci sono o se ci fanno perché se mi baso su quanto mi hanno insegnato a scuola 40 anni fa (sempre che siano tuttora valido ;)) a me sembra che la risposta, per noi tecnici, sia talmente ovvia da risultare addirittura banale.

Penso che valgano 3 principi fondamentali.

1) Quanto più è concentrata e dimensionalmente elevata la produzione di energia tanto maggiore sarà il rapporto tra energia prodotta e emissioni inquinanti. In altre parole una centrale elettrica che bruciasse nei suoi turboalternatori 100 litri di combustibile per produrre 500KWh di energia elettrica produrrà meno emissioni inquinanti di 10 motori a scoppio da 68Hp (50KW) che girino per un ora producendo complessivamente 500KWh di energia meccanica.

2) Il rendimento di un motore elettrico è molto più alto quello di un motore a scoppio, perciò l'auto elettrica, a parità di litri di carburante consumati per produrre l'energia immagazzinata nella sua batteria, percorrerà molti più chilometri rispetto ad una macchina con motore endotermico. Questo aumenta il rapporto tra l'energia consumata e le emissioni inquinanti per produrla.

3) La possibilità che i motori elettrici di girare a coppia costante, rispetto ai motori endotermici (legati alla curva di coppia e alla curva di rendimento) aumenta ulteriormente il rapporto tra energia consumata (e quindi emissioni inquinanti per produrla) e Km percorsi.

Calcoli precisi, valutazioni tecnico/scientifiche, analisi tecniche ecc. avrebbero la loro utilità quando si volesse stabilire con precisione a quanto ammonterebbe la riduzione complessiva delle emissioni passando alla mobilità elettrica ma, se i principi di cui sopra sono validi è innegabile che vi sarebbe una consistente riduzione sia delle emissioni che della spesa energetica finalizzata alla mobilità (tonnellate di carburante consumate / milioni di Km percorsi).

Inoltre vanno considerati altri 2 aspetti:

le emissioni inquinanti, ora concentrate nei centri abitati, si concentrerebbero in prossimità delle centrali elettriche che normalmente non si trovano in aree ad alta densità abitativa;

è più facile economico ed efficiente controllare e filtrare efficacemente le emissioni di una centrale elettrica piuttosto che quelle di migliaia di automobili.

Secondo voi queste considerazioni sono valide e sufficienti per stabilire con certezza che è opportuno comunque passare alla mobilità elettrica?

 

 

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Carlo Albinoni

Direi che sono argomentazioni condivisibili, che trovano conferma in diversi studi analitici.

 

Aggiungo anche un'altra considerazione. Nel mix elettrico vi è una elevata componente rinnovabile (20%, 30% o più, a seconda delle nazioni e del periodo).

Su scala europea c'è una netta tendenza in Nord Europa alla rinnovabile da eolico.

Nel caso di combustibili, la percentuale di rinnovabile (biometano, biogasolio, ecc) è per forza di cose abbastanza limitata.

 

Come ricordavo pochi interventi fa, la conversione all'elettrico, guidata dalla Cina, è già iniziata.

Non sappiamo quando raggiungerà la saturazione e quanto sarà (30% del mercato? 50% ? 95%), ma la conversione è già iniziata.

I grandi costruttori di auto l'hanno già iniziata con investimenti enormi.

Bisogna prenderne atto.

 

Scontiamo il fatto di vivere in Italia, il paese ormai riconosciuto come il più refrattario alle automobili elettriche.

Tanto per dire, nel 2017 le auto elettriche in Europa sono state il 2% del mercato.

In Italia solo lo 0,2%. Certo, se non consideriamo i paesi dell'est, e ci confrontiamo solo con i paesi dell'Europa centrale, la differenza diventa abissale.

Tutto questo in attesa delle auto elettriche in arrivo che usciranno solo tra uno, due o tre anni: con maggiori prestazioni (più autonomie) e più economiche.

 

In molti hanno lanciato l'allarme: se il nostro paese non corre ai ripari, inizierà a risentirne il turismo.

 

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Carlo Albinoni

Interessanti i dati di vendita delle auto a idrogeno che molti vedono come alternativa all'auto elettrica.

 

Sono state 3382 in tutto il mondo nel 2017, pari a un +46% rispetto al 2016.

Al di sotto delle previsioni.

 

Non sono prevedibili importanti inversioni di tendenza.

 

http://ev-sales.blogspot.de/2018/02/fcevs-full-year-2017.html

 

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Carlo Albinoni
14 ore fa, click0 scrisse:

ABB con "colonnine" di ricarica da 350kw?

 

 

 

Più che colonnine, o colonnone, vanno intese come impianti.

Inoltre 350 kW è una potenza massima solo per un numero limitato di auto molto prestigiose: questi sistemi caricano più auto in contemporanea sino a una potenza massima di... (più comune sarà la taglia dei 150 kW, almeno per un po').

Non è certo una tecnologia esclusiva di ABB, anche se ABB è uno dei principali costruttori in Italia e nel mondo, ma è una tecnologia di tutto il http://www.charinev.org.

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hfdax

Una soluzione che faciliterebbe il passaggio graduale alla mobilità elettrica sarebbe quella di realizzare le auto ibride in modo diverso da come si fanno oggi.

Le attuali auto ibride danno la possibilità di scegliere se andare a benzina (o gasolio) oppure a elettricità. Ma il funzionamento elettrico è penalizzato dalla scarsa autonomia (batteria piccola) e dalla difficoltà di ricarica.

Immaginiamo invece un'auto che sia dotata di motore elettrico per muoversi e di un gruppo elettrogeno con motore a combustione per generare l'energia. Una batteria tampone piccola che abbia un'autonomia di 50 Km. Il motore del gruppo si attiva per generare l'energia solo quando serve, è escludibile quando ci si trova  in zone in cui è vietata la circolazione di veicoli inquinanti, quando gira è mantenuto a regime costante di massimo rendimento con risparmio di carburante e riduzione delle emissioni e costruito in modo tale che domani, quando le colonnine di ricarica saranno presenti in quantità sufficiente, possa essere sostituito da batterie di capacità elevata.

Insomma, si tratterebbe solo di utilizzare la tecnologia che già c'è ottenendo da subito un risparmio e un minore inquinamento e facilitando una graduale conversione ad una mobilità totalmente elettrica.

 

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Carlo Albinoni
10 minuti fa, hfdax scrisse:

Una batteria tampone piccola che abbia un'autonomia di 50 Km. Il motore del gruppo si attiva per generare l'energia solo quando serve, è escludibile quando ci si trova  in zone in cui è vietata la circolazione di veicoli inquinanti, quando gira è mantenuto a regime costante di massimo rendimento con risparmio di carburante e riduzione delle emissioni

 

 

Be', è il principio delle EREV.

Fatte così c'è la i3 EREV (che in proporzione vende sempre meno a vantaggio della i3 pura) e c'era la Chevrolet Volt (che però non hanno più importato in Europa).

Di sicuro nei prossimi anni il panorama sarà popolato da tante ibride ricaricabili di diversi tipi.

Tuttavia le batterie dell'ultima generazione (cioè le auto del 2018) in molti casi permettono una buona autonomia solo in elettrico.

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click0
Quote

più comune sarà la taglia dei 150 kW, almeno per un po'

da come l'ho "letta" la colonnina è in grado di caricare due veicoli da 150kw in contemporanea, ma erogando una potenza totale di 350kw

 

certo che se vengono installate colonnine del genere bisogna sperare che i cavi di collegamento colonna/autoveicolo siano in alluminio o a prova di furto... :whistling:

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hfdax
5 ore fa, Carlo Albinoni scrisse:

è il principio delle EREV

Non lo sapevo. Qualcuno ci ha pensato! :thumb_yello:

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Carlo Albinoni
26 minuti fa, click0 scrisse:

da come l'ho "letta" la colonnina è in grado di caricare due veicoli da 150kw in contemporanea, ma erogando una potenza totale di 350kw

Sì, ma arriverà anche la ricarica a 350 kW (circa), ma per pochi modelli.

 

26 minuti fa, click0 scrisse:

 

certo che se vengono installate colonnine del genere bisogna sperare che i cavi di collegamento colonna/autoveicolo siano in alluminio o a prova di furto... :whistling:

Adesso non ricordo le sezioni ma tieni conto che sono cavi raffreddati. Certo, per questi impianti telecamera e allarmi sono necessari.

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Carlo Albinoni

Come è già successo negli USA la Tesla Model S ha superato nelle vendite le omologhe auto a combustibile BMW, Mercedes, ecc.

Questo dimostra varie cose:

- a chi c'ha un certo budget l'elettrico puro piace

- le limitazioni dei "soli" 500 km di autonomia e della ricarica "lenta" sono superabili

- l'ibrida ricaricabile, almeno in questo segmento, è uno step che si può saltare

- le auto elettriche non sono solo vetturette da città.

 

http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/motori/2018-02-20/tesla-la-model-s-supera-europa-vendite-mercedes-classe-s-e-bmw-serie-7-112411.shtml?uuid=AESzf92D

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reka

io ho sentito che stanno studiando i sistemi per velocizzare la ricarica aumentando i volt delle batterie... ma di brutto :P  tipo prima 400 per poi arrivare ad 800V

 

creando poi stazioni di ricarica che in 7minuti fanno il pieno di energia.

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Carlo Albinoni

400 V è lo stato dell'arte da 10 anni.

Esistono già i primi impianti 920 V anche se al momento "pilota".

La ricarica da 350 kW è appunto 920V/400A.

Chi spinge di più è Porsche ma poi seguiranno a ruota le altre premium tedesche

 

Però non sarà una ricarica "istantanea". 400 km dovrebbero corrispondere a 12 minuti, ma poi dipende da numerose variabili.

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