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gila59

piccolo aiuto per amplificatore audio da 400 w

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gila59

Salve, sto riparando un amplificatore che monta 8 mosfet Irfp9240 e Irfp240 , vale a dire 4 e 4 .Uno di questi è bruciato e avendone ricomprati due stecche da 10 non sò però come fare a scegliere quello più adatto da sostituire.Mi sono munito di un tester comprato ad un mercatino di elettronica il quale può dirmi qual'è il valore capacitivo del gate del mos-fet e la sua tensione di soglia VT .

Ovviamente dissalderò dalla scheda dell'amplificatore un mos-fet buono e farò il confronto con quello che più sarà simile come parametri. Vorrei sapere se il mio metodo è corretto o devo procedere in qualche altro modo , sono sufficienti tensione di soglia e valore capacitivo del gate per avere due mosfet simili ? quale dei due valori è il più importante ?

Anticipo un grazie a chi mi può dare un utile consiglio

ampli400.png

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Livio Orsini

In genere, in questi casi, si usano componenti selezionati ed accoppiati.

 

7 ore fa, gila59 scrisse:

Mi sono munito di un tester comprato ad un mercatino di elettronica il quale può dirmi qual'è il valore capacitivo del gate del mos-fet e la sua tensione di soglia VT .

 

Non è ci fai molto con questi dati.

Dovresti avere un traccia curve e rilevare le caratteristiche di quelli che sono ancora validi, poi analizzare le curve dei ricambi e scegliere il dispositivo che pi si avvicina per caratteristiche

 

Questo amplificatore di che marca è? oppure è un autocostruito.

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gila59

Grazie signor Livio per il suo pronto intervento.E le rispondo con ordine...

L'amplificatore lo si trovava tempo fà sul portale di "Amazon" era venduto da "audioskizzo" che presumo da una mia veloce indagine lo facesse arrivare da un sito rumeno dove veniva costruito.Il tutto come si può notare dallo schema montato semplicemente su una basetta senza piastra di raffreddamento , senza alimentatore e rispettivo circuito di protezione sul'uscita ai diffusori.

Per quanto riguarda la riparazione , pensavo fosse più semplice sostituire un mos-fet danneggiato piuttosto che cambiarli tutti e otto , ovviamente acquistando due coppie da 4 penso si dica "matchati".

Scusandomi per la mia ignoranza in materia di mos-fet... pensavo fosse sufficiente trovare tra i 10 che ho acquistato "sciolti" quello che entrasse in conduzione alla stessa tensione di soglia degli altri così da evitare distorsioni da crossover, non avevo considerato le differenze dei guadagni in fase di conduzione.

Ora, essendomi fatto un piccolo laboratorio formato da :oscilloscopio , generatore di BF, alimentatori vari sia mono che duali , multimetro prof. penso che troverò su youtube un qualche tutorial per un tracciacurve.

Qualsiasi altro suggerimentio in merito é sempre gradito.

Ringrazio

 

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dott.cicala

In quel circuito per mosfet selezionati si intende che tutti i canali N e P hanno caratteristiche molto simili fra loro e ogni canale N ha caratteristiche simili al suo complementare a canale P.

Quindi se è bruciato un canale N dovrai sostituirlo con uno che abbia caratteristiche simili al suo complementare a canale P.

Non basta confrontare la tensione di soglia ma serve verificarne almeno la transconduttanza.

 

Comprati un Peak Atlas DCA75 Pro non costa molto ed è sufficientemente affidabile.

 

 

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gila59

 

 

Grazie a dott.Cicala vorrei avere una conferma da voi alle mie riflessioni.

Fondamentalmente in un amplificatore standard in classe AB i mos-fet che riguardano l’amplificazione delle due semionde devono avere principalmente lo stesso valore di soglia di polarizzazione per evitare distorsioni di crossover e conseguente surriscaldamento di alcuni di loro e uguali valori di guadagno al variare dell’ingresso per avere una distorsione armonica con un valore minimo possibile.

E comunque sempre a coppie complementari matchati , corretto ?

Ma la suddetta riflessione ha un valore fondamentale in base alla conformazione del circuito come nel mio caso ? Oppure esistono progetti diversi dove se i mos-fet non sono “scielti” si ottiene comunque un risultato decente?

Grazie per la pazienza

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Livio Orsini

Questo tipo di circuitazione vorrebbe coppie perfettamente complementari e,nel caso di paralleli, tutti i semiconduttori di medesima polarità identici.

E chiaro che sono due traguardi puramente teorici, però è possibie che le differenze siano ristrette al punto che la loro influenza si trascurabile.

 

La differenza di complementarità influisce sulla distorsione di incrocio (cross over distorsion); quella che si verifica dal passaggio da semionda positiva a negativa e viceversa.

 

La non identicità dei parametri tra itransistors di medesima polarità causa una non corretta ripartizione di corrente tra i vari componenti. Per dirlo in parole povere c'è un transistor che fa il lazzarone e l'altro che sfacchina per 2.:smile:

 

Circuitalmente si possona attenuare un poco queste disfunzioni dovute alle differenze dei parametri, però solo entro certi limiti.

 

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Livio Orsini
3 ore fa, dott.cicala scrisse:

non costa molto

 

Cento e più euro non è molto per quel ristoratore che ha "pelato" 480€ per 2 spaghetti allo scoglio e una bottiglia di acqua minerale.:lol:

Edited by Livio Orsini

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gila59
3 hours ago, Livio Orsini said:

Questo tipo di circuitazione vorrebbe coppie perfettamente complementari e,nel caso di paralleli, tutti i semiconduttori di medesima polarità identici.

E chiaro che sono due traguardi puramente teorici, però è possibie che le differenze siano ristrette al punto che la loro influenza si trascurabile.

 

La differenza di complementarità influisce sulla distorsione di incrocio (cross over distorsion); quella che si verifica dal passaggio da semionda positiva a negativa e viceversa.

 

La non identicità dei parametri tra itransistors di medesima polarità causa una non corretta ripartizione di corrente tra i vari componenti. Per dirlo in parole povere c'è un transistor che fa il lazzarone e l'altro che sfacchina per 2.:smile:

 

Circuitalmente si possona attenuare un poco queste disfunzioni dovute alle differenze dei parametri, però solo entro certi limiti.

 

 

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gila59
1 minute ago, gila59 said:

La non identicità dei parametri tra itransistors di medesima polarità causa una non corretta ripartizione di corrente tra i vari componenti. Per dirlo in parole povere c'è un transistor che fa il lazzarone e l'altro che sfacchina per 2.

 

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rfabri
3 ore fa, Livio Orsini scrisse:

Cento e più euro non è molto per quel ristoratore che ha "pelato" 480€ per 2 spaghetti allo scoglio e una bottiglia di acqua minerale.:lol:

Modificato: 3 ore fa da Livio Orsini

Speriamo che almeno gli spaghetti siano stato uno sballo😆

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gila59

Grazie Livio, tutto molto chiaro , immagino quindi che la non identicità dei parametri non crei una distorsione armonica all'uscita ma bensì una riduzione di potenza.

Penso che alla fine acquisterò un dispositivo (tracciacurve ) da collegare all'oscilloscopio e con molta pazienza testerò la compatibilità dei componenti ( 10 irfp240  e 10 irfp9240 ) che ho acquistato sul portale di alibaba. Non vedo altre soluzioni alternative , qualche consiglio per l'acquisto o l'autocostruzione  del tracciacurve ?

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Lorenzo-53

Il Peak lo colleghi al PC e fa da tracciacurve, oltre che da test componenti, se sui mosfet c'è una sigla seriale oltre il modello ed è uguale per tutti i mosfet allora provengono dallo stesso wafer ed è molto probabile che abbiano le medesime caratteristiche

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Darlington
10 ore fa, gila59 scrisse:

qualche consiglio per l'acquisto o l'autocostruzione  del tracciacurve ?

 

ricordo che c'era un progetto di Nuova Elettronica, ora che è fallita è scaricabile liberamente, ma a quanto ricordo il pcb era abbastanza complesso, quindi non essendoci più la possibilità di comprarlo già fatto (a meno di non trovare qualche fondo di magazzino) dovresti ridisegnartelo da capo e fartelo tu, o fartelo fare. Forse meglio la seconda perché era pure doppia faccia mi sembra 

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Livio Orsini

C'è una discussione,in questa sezione o in quella dei micro processori, dove il dott.Cicala illustra un suo tracciacurve e si  discute anche su quello di NE

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dott.cicala

Ne ho realizzati più d'uno e ho pure recuperato un vecchio rudere riportato all'antico splendore.

La realizzazione non è complessa ed è molto istruttiva se si tratta di una realizzazione a scopo didattico,

Se invece si desidera uno strumento col quale svolgere misure affidabili, la cifra che si andrebbe a spendere non è inferiore all'acquisto del Peak col quale eseguire il matching è più semplice avendo la possibilità di stampare le curve ed esportarle in excell.

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gila59
43 minutes ago, dott.cicala said:

Ne ho realizzati più d'uno e ho pure recuperato un vecchio rudere riportato all'antico splendore.

La realizzazione non è complessa ed è molto istruttiva se si tratta di una realizzazione a scopo didattico,

Se invece si desidera uno strumento col quale svolgere misure affidabili, la cifra che si andrebbe a spendere non è inferiore all'acquisto del Peak col quale eseguire il matching è più semplice avendo la possibilità di stampare le curve ed esportarle in excell.

 

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gila59

Grazie per il suo consiglio....immagino che lo strumento peak si riferisca al noto "Atlas DCApro dca75" del quale ho appena visionato un paio di tutorial su Youtube.

Questo strumento viene venduto su Amazon a un centinaio di euro , non è una grande cifra considerando tutto quello che ci si può fare , mi è quasi più ostica la connessione al pc ,considerando che essendo passato a linux non uso più windows da anni e quindi dovrei capire con quale versione sia compatibile il PEAK , oppure scaricarmi un emulatore windows da far girare su linux.Mio figlio direbbe "troppa sbatta".

Vediamo se trovo qualcosa di analogico di seconda mano...

Schermata a 2019-09-29 12-28-39.png

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Lorenzo-53

Un tracciacurve si può trovare ancora in kit  da montare o preassemblato (thaikits, ELV e altri) anche d'occasione e più o meno validi, ma quante volte si usa nella vita? con un Peak ci sarebbe il vantaggio di uno strumentino che fa anche altre misure quindi utilizzabile regolarmente giustificando la spesa

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dott.cicala

Due tester due alimentatori carta e penna e ti tracci le curve a mano

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Lorenzo-53
14 minuti fa, dott.cicala scrisse:

Due tester due alimentatori carta e penna e ti tracci le curve a mano

Forse più gratificante e valido come esperienza, due tester si comperano anche a poco, due alimentatori non è da tutti ma si può fare e ti restano disponibili per altri usi

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hfdax

O.T.

8 ore fa, Darlington scrisse:

Nuova Elettronica, ora che è fallita

Cavolo, Mi dispiace molto! Sono parecchi anni che non pratico l'elettronica e non mi sono tenuto aggiornato ma ero un acquirente fedele della rivista e ho realizzato anche parecchi kit. Ero convinto che fossero ancora in corsa. Un vero peccato.:(

Edited by hfdax

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Livio Orsini
1 ora fa, dott.cicala scrisse:

Due tester due alimentatori carta e penna e ti tracci le curve a mano

 

Non vedi immediatamente la famiglia di curve, ma se devi farlo una tantum è la via migliore.

Quando ero più giovane ed ero più dispsosto a spendere il mio tempo, l'ho fatto parecchie volte questo lavoro.

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dott.cicala

 

1 ora fa, Livio Orsini scrisse:

Quando ero più giovane ed ero più disposto a spendere il mio tempo, l'ho fatto parecchie volte questo lavoro.

 

A me ricorda i tempi della scuola quando per ogni semiconduttore in corso di studio mi facevano tracciare le curve una ad una su carta millimetrata.

 

La tensione minima dell'alimentatore va regolata inizialmente poco sopra  la tensione di soglia Vgs e poi col potenziometro si sale pian piano e si riportano sul grafico I/v le letture.

Arrivati al massimo di Vgs, si porta il potenziometro a zero e si incrementa la Vds di 1v e si ripete fino ad arrivare alla Vds massima disponibile, in questo caso 12v.

 

Si otterranno almeno 8 curve, più che sufficienti per eseguire la selezione.

 

Volendo, anche un solo alimentatore è sufficiente.

 

image.png.c6893dae5ce6a62283e59932b7ee1033.png

 

Se si usa un potenziometro multigiri si ottengono risultati soddisfacenti. 

Per i canale P si invertiranno le polarità

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Livio Orsini
14 ore fa, dott.cicala scrisse:

A me ricorda i tempi della scuola quando per ogni semiconduttore in corso di studio mi facevano tracciare le curve una ad una su carta millimetrata.

 

esperienza scolastica simile, solo che invece di transistors si trattava di tubi termoionici,quindi curva deldiodo; corve di anodo e di griglia per triodo e pentodo.

 

La differenza fondamentale è dovevi fare molta atenzione a dove mettevi le dita.:smile:

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