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Bilanciamento impianto monotubo


skeptical
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Mi accingo a passare il primo inverno "pieno" nella "nuova" abitazione (anni 90, classe E + infissi nuovi di trinca) e vorrei cimentarmi a fare quello che non è stato fatto in sede di installazione  : bilanciare l'impianto....

 

Contesto :

 

- caldaia a condensazione Vaillant VMW 35CF/1-7 CI

- centralina sensocomfort 720 + sonda esterna

- 12 termosifoni su 180 mq / 2 livelli  (per un totale di 17 Kw a dT 50) 

- Testine FAR 1825 su valvole FAR 1420

- distribuzione monotubo ... 😭

 

L'unica regolazione eseguita da chi ha installato l'impianto è stata quella di aprire al massimo il detentore delle valvole FAR 1420, mentre a livello di impostazioni di centralina il CAT ha praticamente lasciato tutto a default; dico era perchè qualcosa ho poi modificato io.

 

- IL sistema lavora regolando la temperatura di mandata

- IL modo operativo idraulico è settato a delta pressione costante con prevalenza a 200mbar

- La curva di regolazione per la sonda esterna è settata a 2.3 (mandata nominale di 70 a zero gradi esterni),  temperatura minima di mandata di 50 gradi, massima di 75.

 

I consumi non sono ancora stati precisamente monitorati visto che l'impianto non hai mai lavorato in modo continuo, quello che ho notato è che alcuni termosifoni "pompano" troppo mentre altri sembrano faticare, arrivo quindi alla fatidica domanda

 

e' possibile mettere a punto l'impianto, che ahimè è monotubo, per limitare il massacro delle bollette invernali ?

 

Immagino di sì ...

 

 

L'idea che mi sono fatto  con l'utilizzo discontinuo nell'inverno scorso è che il consumo con zero gradi esterni si aggirerà attorno ai 10-12 mc di metano al dì per 20 gradi centigradi durante le ore diurne, considerato anche il cambio di tutti gli infissi.

 

La notte preferisco dormire con l'impianto spento.

 

Sapete spiegarmi come procedere, almeno in linea di principio ?

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Stefano Dalmo

Per bilanciare l'impianto,

svitare il cappuccio in ottone ed utilizzando una 
chiave a brugola da 5mm, regolare la posizione del detentore. 
Nella valvola monotubo il detentore regola l’apertura e la chiusura del 
by-pass, ruotando la vite in senso orario si aumenta la portata in by-pass 
(diminuisce la portata al radiatore). 

Sui termo che si scaldano di meno , si deve agire  in senso antiorario , apri tutto , su quelli che scaldano di più in senso orario . Procedi   con due o tre giri per volta , poi aspetti  un  dieci minuti  e se non cambia niente  continui  a chiudere  quelli che scaldano  molto .

 Oppure quelli che scaldano bene    , li chiudi del tutto e gli dai due giri ad aprire   e  in base al loro comportamento ti regoli .

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Ok, tutto chiaro, per avere un riferimento proverò a contare il numero dei giri di chiave necessari per passare dal minimo al massimo della portata in bypass anche se immagino che la regolazione non sia lineare.

 

Immagino anche che con il monotubo non abbia senso misurare il delta T ingresso/uscita del termosifone,  data la presenza di un'alta percentuale di flusso bypassato, quindi bisognerà procedere in altro modo.

 

Pensavo di usare una termo camera, già in mio possesso per altri usi, almeno per tentare di uniformare le temperature superficiali dei vari termosifoni; ho già rilevato qualche immagine e ho notato che la  parte bassa è mediamente più fredda di  svariati gradi rispetto a quella alta , spero che sia normale.

 

Ne approfitto per porre un'altra domanda : per aumentare il delta temperatura tra mandata e ritorno a livello di caldaia è corretto modificare il settaggio della pressione della pompa ?

 

IL default è 200mbar (differenziali).

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Aggiungo, riguardo all'ultimo punto, che sono al corrente che la caldaia in questione ha la modalità operativa "delta T divario" che modula in automatico il regime della pompa al fine di mantenere un salto di temperatura prestabilito tra mandata e ritorno del circuito di riscaldamento, ma credo che non sia quella da adottare in prima istanza per bilanciare l'impianto.

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Ok, bilanciamento dei termosifoni eseguito, ho moderato quelli più esuberanti avvitando per circa 3 giri (su 8 totali) il detentore partendo da tutto aperto, niente di scientifico ma ho ottenuto velocemente il comfort che cercavo nei relativi locali.

 

Adesso, al fine di cercare di far condensare questa benedetta caldaia a condensazione (che sono stato obbligato a comprare per regolamento regionale) sarei intenzionato a settare la modalità della pompa del riscaldamento su "delta T divario".

 

La modalità "delta P costante" (con cui mi è stato consegnato il sistema), almeno in questo periodo, con il parametro di default di prevalenza  (200 mbar)  tende ad avere una temp di ritorno troppo alta per condensare già a regimi medio/ bassi e se lo abbasso limo parecchio la potenza massima utilizzabile.

 

Per avere un riferimento con 200mbar il flusso di mandata viaggia da un minimo di 620 ad un massimo di 680 litri / ora, con un delta T mandata / ritorno relativamente basso che limita parecchio la condensazione già a 55 °C di mandata ( temp sotto la quale il rendimento del mio impianto di fatto precipita).

 

Con il settaggio "deltaT divario" settato per il massimo delta (20 gradi) il flusso è a regime mediamente più basso, con temp di ritorno inferiori, mentre sui transitori ripidi il sistema impiega una maggior potenza (al minimo il flusso scende a circa 440 l/h, al massimo si avvicina a 850 l/h).

 

Arrivo alla fatidica domanda :

 

il limiti di prevalenza di default della pompa per la modalità "delta T divario" sono 100 mbar per il minimo e 400 mbar per il massimo, ci sono problemi a lasciarli così o può andare in crisi qualcosa lavorando agli estremi ?

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L'impianto monotubo se devo essere sincero non mi piace proprio e con le caldaie a condensazione nom è che ci vada molto a nozze. 

 

Ad oggi a quanto è impostata la mandata? 

Con i termosifoni a regime a che temperarura ti torna l'acqua in caldaia? 

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DavideDaSerra
4 hours ago, marco1278 said:

L'impianto monotubo se devo essere sincero non mi piace proprio e con le caldaie a condensazione nom è che ci vada molto a nozze. 

Come detto, con le caldaie a condensazione, il monotubo consente più risparmio perchè raffredda di più il ritorno.

 

Io regolerei in climatica (quindi sonda esterna) e delta-t 20° (col monotubo forse arrivi anche a 25 pur riuscendo a scadare le stanze in "coda")

per quando hai molta richiesta (pochi giorni l'anno). Quindi agirei sul temostato per aumentare le ore di funzionamento e abbassare la temperatura di ritorno (per condensare di più). 

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7 ore fa, marco1278 ha scritto:

L'impianto monotubo se devo essere sincero non mi piace proprio e con le caldaie a condensazione nom è che ci vada molto a nozze. 

 

Ad oggi a quanto è impostata la mandata? 

Con i termosifoni a regime a che temperarura ti torna l'acqua in caldaia? 

 

Nessuna delle due cose è frutto di una mia scelta ... l'impianto è l'originale dell'appartamento, che ha 30 anni,  la caldaia a condensazione mi è stata infilata in gola dalla legislazione attuale, la stessa che nel contempo dà gli incentivi per le stufe a pellet ...

 

Riguardo ai numeri, con 70 gradi di mandata a pieno carico ho circa 50 gradi di ritorno, il regime, che per fortuna è più basso, dipende dalla temperatura esterna.

 

 

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1 ora fa, DavideDaSerra ha scritto:

Come detto, con le caldaie a condensazione, il monotubo consente più risparmio perchè raffredda di più il ritorno.

 

Io regolerei in climatica (quindi sonda esterna) e delta-t 20° (col monotubo forse arrivi anche a 25 pur riuscendo a scadare le stanze in "coda")

per quando hai molta richiesta (pochi giorni l'anno). Quindi agirei sul temostato per aumentare le ore di funzionamento e abbassare la temperatura di ritorno (per condensare di più). 

 

IL delta T lo avevo già settato a 20 (che è il massimo settabile), anche se con le attuali condizioni climatiche il sistema non lo raggiunge se non in transitorio, comunque vi si avvicina a patto di lavorare a basso flusso (circa 420 l/h con pompa a 100 mbar), cosa che non avveniva con la modalità P costante ed i 200 mbar di settaggio fisso di default.

 

Con prevalenze ancor più basse avrei un salto ancora maggiore, ma immagino che il limite inferiore di 100mbar esista per qualche valido motivo.

 

Per la selezione della curva climatica mi sa che dovrò aspettare il freddo vero e procedere empiricamente, attualmente ho impostato l'indice a 2.3 (su 4), fatemi sapere se esiste un metodo analitico da affiancare alle prove sul campo.

 

Ho comunque qualche perplessità sull'utilizzo di temperature di mandata inferiori a 55-60 gradi, dove lo scambio termico del termosifone sembra calare vistosamente, d'altra parte se alzo il limite inferiore sego mezza curva climatica...

 

 

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Che caldaia hai? 

Sulla mia bosch non uso la regolazione climatica ottimizzata a ma quella base.

Mi spiego meglio: la mia caldaia ha due curve, una in cui puoi regolare solo il punto finale mentre il punto iniziale è fisso a (20°C, 20°C). Con questa curva nelle mezze stagione avevo freddo in casa. 

Usando la curva base, invece, ho messo il punto iniziale a (20°C, 33°C) e ho visto che nelle mezze stagioni la casa è confortevole. 

 

 

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La caldaia è quella elencata nel primo post, cioè il top di gamma delle murali interne Vaillant per uso domestico, l'Ecotec Exclusive.

 

Niente da dire sulle funzionalità, c'è tutto e di più, ma ho avuto non pochi problemi al punto che mi è stata sostituita in toto ... se ti interessa la storia, cerca sul forum e troverai il relativo thread.

 

IL problema di fondo è che è un modello giovane con vizi di progetto, corretti in una seconda revisione, ed i pezzi di ricambio costano uno sproposito, se potessi  tornare indietro prenderei altro.

 

Capita nelle migliori famiglie, per carità, ma se mi vuoi far fare il beta tester allora mi devi pagare, non viceversa. 

 

La regolazione climatica, se abilitata, lavora con la sonda esterna ed una curva di regolazione che selezioni in una famiglia tramite un indice, io ho fatto una serie di prove è l'ho settato poco oltre la metà, ma fino a che non arriva il freddo vero non saprò se è un buon compromesso.

 

La mia perplessità è che il sistema, se non settato in maniera opportuna, sui livelli bassi tende a lavorare con temperature di mandata che ritengo ridicole con termosifoni, con cui sono sicuro ci rimetti sia in termini di confort che consumi.

 

IMHO sotto i 60 °C l'indice di scambio reale diventa ridicolo a meno di non utilizzare sistemi che muovono l'aria.

 

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Io ho termosifoni in ghisa e termosifoni in alluminio e scendo anche a 40 gradi. 

Il rendimento si abbassa un po' ma non ho avuto problemi di comfort. 

 

Come dicevo le curve preimpostate non mi piacciono. 

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confermo, con caldaia a condensazione e termosifoni vecchi io ho solo allungato di qualche ora il periodo di accensione del riscaldamento perchè l'unica differenza è il tempo in cui si riporta in temperatura l'ambiente (una volta coi termosifoni che scottavano era chiaramente più veloce). Ma nel complesso lasciar fare a sonda esterna e TA è la cosa più comoda, il confort non ne risente e si risparmia. L'avevo provato perchè i primi mesi avevo lasciato il vecchio cronotermostato e non avevo attivato le curve climatiche

 

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Probabilmente operiamo in condizioni molto differenti, a partire dal contesto geografico, dimensioni dell'appartamento, classe energetica, esigenze personali.

 

Nel mio caso, con 12 termosifoni su 180 mq spalmati su due livelli 40 gradi di mandata si traducono in metano buttato anche ad impianto regimato a causa del rapporto tra perdite e potenza complessiva consumata.

 

In ogni caso non ha alcun senso produrre 2KW termici a livello di caldaia su quella cubatura a meno di non scaldare un appartamento in classe A con sistemi che muovono l'aria (purtroppo non è il mio caso).

 

Con 40 di mandata alla caldaia qualche grado lo perdi comunque nel cammino e ti ritrovi con i termosifoni che lavorano con un delta T inferiore di 20 gradi, ergo irraggiamento nullo e convezione bassissima.

 

Non per niente se guardi le schede tecniche dei termosifoni in alluminio i dati di potenza scambiata partono da delta T 30 e a volte arrivano anche a delta T 70, ma senza ragionare su estremi già a delta T 50 (che normalmente è il punto di lavoro nominale) hai il doppio della potenza scambiata rispetto a delta T 30, con un andamento fortemente non lineare verso le basse temperature. 

 

Detto questo, se c'è una cosa bella della mia caldaia è che ogni grandezza è sotto controllo e di fatto c'è un calorimetro integrato  (almeno nel mio caso le stime di consumo sono allineate ai consumi del contatore di metano), di prove ne ho già fatte un tot ed a fine giornata ho il resoconto esatto di quello che ho consumato.

 

La mia ricetta personale è molto lontana da un impianto sempre acceso e per avere una regimazione in tempi decenti inizialmente la mandata deve essere di almeno di 70 gradi, in ogni caso visto che ogni elemento della caldaia è sottoposto ad usura c'è una bella differenza di manutenzione tra, supponiamo, 16 ore di lavoro al dì verso 6.

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Bisognare stare attenti a forzare temperature basse di mandata alla ricerca della condensazione perduta perchè quello che si guadagna in caldaia poi lo si perde con gli interessi sui termosifoni.

 

Attualmente il miglior compromesso di regime che ho trovato per il clima attuale è una mandata attorno ai 60 con un ritorno di circa 45, ottenibile grazie alla modalità "delta T divario" che ho selezionato personalmente, la modalità con cui mi è stato consegnato l'impianto ( "delta P costante" set point 200 mbar ) si assestava a flusso doppio e delta T dimezzato, quindi ciao ciao condensazione ...

 

All'accensione, se voglio comfort tipo entro mezz'ora, servono almeno 70 gradi, tenendo anche conto che la caldaia in questione non parte a bomba ma applica un profilo a rampa della temperatura di mandata.

 

Tutto questo nell'ottica di lasciare l'impianto acceso 3-6 ore al giorno in base all'occupazione dell'appartamento, tutti i tentativi che ho fatto con impianto acceso per più tempo, tipo dalle 8 alle 20, con temperature più basse sono falliti sia per comfort che consumi.

 

Nel pieno della stagione fredda, con temperature medie giornaliere sotto lo zero, mi aspetto temperature di ritorno più basse,  ma vedremo a suo tempo.

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