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Dimensionamento tubi impianto riscaldamento


flat_eric

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Buongiorno a tutti,

l'ingegnere termotecnico nella progettazione dell'impianto di riscaldamento della villetta che sto ristrutturando (un semplice impianto con caldaia a condensazione, radiatori a parete e collettori) utilizza tubi DN16 o DN20 a seconda del numero di elementi da raggiungere.

 

L'impresa sostiene che ha sempre utilizzato tubi DN16 per tutti i radiatori, che si è sempre fatto così e che anzi secondo loro utilizzare tubi più grandi avrebbe degli effetti collaterali negativi sul flusso di acqua che raggiunge i radiatori più piccoli che quindi si riscalderebbero in tempi maggiori.

 

Io mi fido del termotecnico, ma qual'è la vostra opinione ed esperienza?

 

Grazie,
Roberto

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secondo me da collettore a termosifone hanno più o meno ragione salvo termosifoni enormi e lontani..

 

l'importante è non stare scarsi col diametro da caldaia a collettore.

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Le distanze sono basse, la superfice netta climatizzata (da Legge 10) della villetta è di 100mq. In progetto l'impianto è suddiviso su due collettori ma magari alla fine se ne realizzerà solamente uno. I tubi da caldaia a collettori sono DN26. Anche i radiatori non sono particolarmente grandi, quelli che sarebbero raggiunti da tubi DN20 (cioè i più grandi) hanno 13 o 14 elementi.

 

Insomma, niente di fantascientifico.

26 minuti fa, drn5 ha scritto:

Impianto su più piani? Quanti collettori? Tubazioni nel pavimento? Posizione della caldaia?

Impianto tutto su un piano.

 

Da progetto due collettori, 11 radiatori (di cui 2 scaldasalviette) per un totale di circa 90 elementi. La caldaia si trova in un locale tecnico periferico rispetto alla casa, non centrale insomma. Le tubazioni passeranno sul pavimento.

Grazie

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quindi è il progetto allegato alla legge10 che prevede l'uso anche di alcuni D20?

 

in questo caso io chiederei a chi l'ha redatto se valutare o meno la modifica

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2 ore fa, flat_eric ha scritto:

hanno 13 o 14 elementi.

tipologia (acciaio alluminio) altezza, eventuale numero colonne

parlare di 13 elementi, alti 60, con 3 colonne, non è uguale a parlare di 13 elementi, alti 250, con 6 colonne

 

generalizzando, consideriamo che, si trovano impianti fatti, in rame, con tubo da 10mm...

cosi come (caso molto limite) mi sono imbattuto in radiatori da oltre 90 elementi (h30 da 6 colonne) alimentati con un tubo da 16 (rame)

secondo me, non ci sono grosse problematiche a fare tutti i radiatori, con il tubo multistrato del 16

fermo restando: si segue sempre il progetto

 

PS le fantomatiche problematiche di flusso, sono, secondo me una "scusa", c'è da "faticare" a fare stacchi a parete con tubo del 20

perchè, no, impianto a pavimento? 😁

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Simone Baldini

Oggi si dimensiona con dT anche a 20°C quindi portate molto ridotte rispetto ad anni fa' che il dT era di 10/12°C. Il DN16 sul riscaldamento è piu' che sufficiente a fare potenze dell'ordine dei 3/4 kW a radiatore e se vai a dT 20°C arrivi a 5/6 kW. Tanto per intenderci 16 elementi da 250W ma come detto con dT di oggi arrivi a 24 elementi.

Poi ovviamente un buon bilanciamento lo dovresti fare col detentore.

 

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  • 2 months later...

Riprendo questa mia vecchia discussione perché ho una risposta alla mia stessa domanda. E' stato sufficiente fare due chiacchiere col termotecnico (lo so, potevo anche pensarci prima...).

 

Il motivo per cui la dimensione dei tubi nel progetto del termotecnico è maggiorata (e inoltre i tubi sono anche coibentati) è che gli avevo fatto una richiesta specifica: un impianto di riscaldamento economico e capace di riscaldare velocemente anche se non per forza in modo efficiente (quindi ad alta temperatura) per l'uso abituale che facciamo adesso della villetta (ossia prettamente estivo, ma di tanto in tanto andiamo a passarci un weekend in primavera o autunno, o magari ci andiamo a fare il capodanno...); ma che sia facilmente adattabile ad un uso continuo nel caso in cui decidessimo, in futuro, di trasferirci a vivere lì (della serie fuga dalla città) e che quindi lavorerebbe a temperature più basse con una centrale termica più efficiente. Dunque in sintesi il termotecnico ha ipotizzato che in futuro rimpiazziamo i radiatori con fancoil (che richiedono maggiore portata di acqua a temperatura inferiore) ed una PdC aria-acqua al posto della caldaia a gas.

 

Ciò detto, non sono comunque convinto dell'uso dei fancoil per raffrescamento in una villa con spazi aperti (in cui è un continuo entra ed esci in giardino) alla mia latitudine (località balneare in provincia di Palermo); continuo a preferire gli split, pur poco efficienti, per la velocità e la capacità di raffreddamento. Anche perché per il solo isolamento dei tubi (obbligatorio nel caso in cui si usino i fancoil anche per il raffrescamento) il termotecnico ha computato 140mt a 24.38€/mt, per un totale di 3.413€, tubature ecluse!

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