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PLC Forum

Damiano Andrioletti

Programmatore Plc senza scuola?

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Damiano Andrioletti

Buongiorno a tutti, mi chiamo Damiano e ho appena compiuto 22 anni, ho una domanda la cui risposta solo voi con esperienza siete in grado di dare... Vi chiedo aiutoūüėĪūüėĪ praticamente una piccola software house oggi mi ha fatto una proposta di lavoro per andare a lavorare da loro essendo che hanno molto lavoro, motivando la proposta dicendomi che mi hanno notato in un impianto dove stiamo lavorando entrambi e gli √® piaciuto molto il mio modo di fare e di lavorare. Io sono molto emozionato da ci√≤, fa molto piacere e mi interessa molto imparare la programmazione Plc di impianti automatici, ma il mio problema √® che non so come funzioni un Plc e non ho mai programmato nulla, loro lo sanno e mi han detto che se ho interesse e passione piano piano anche da zero totale posso imparare... La mia domanda √® la seguente: √ą possibile imparare a fare il programmatore di impianti automatici senza scuola ma solo imparando con i tecnici sul campo? La mia unica esperienza sono 2 anni di lavoro da elettricista su impianti automatici. Grazie in anticipo! ūüôāūüôāūüôā

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Marco Fornaciari

Risposta secca: no!

Almeno un corso base full immersion di 5 giorni interi ci vuole.

Ci sono cose di base che solo ad un corso s'imparano, sul campo chi è pratico non si ricorda di trasmetterle, piochè le fa automaticamente.

Poi in base a cosa cominci a programmare può servire anche un corso di secondo livello.

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Semplice 1

Ciao Damiano Andrioletti

 

Sia in teoria che in pratica la risposta al tuo quesito è : si si può

 

Però moltissimo dipende dalla situazione che troverai come ambiente di lavoro e "ambiente" di Colleghi.

Sicuramente dovrai fare gli straordinari non pagati sia in ufficio che a casa tua per riuscire a restare a galla !

 

Spero di sbagliarmi, ma con tutta la gente che in questo campo sa già sicuramente fare almeno le cose basilari, il fatto che ci sia qualche "talent scout" alla ricerca di  Nuovi Volti per il PLC mi sembra alquanto sospetta.

 

La domanda che ci si deve porre in questi casi, ma anche in molti altri, è : ma per quale motivo questo posto è rimasto scoperto ?

 

Le risposte ipotizzabili possono essere parecchie e tutte non entusiasmanti................. 

 

 

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Semplice 1

Ciao Marco Fornaciari

 

Anche se la mia risposta può sembrare opposta alla tua in realtà è sovrapponibile.

Dipende appunto dalla situazione concreta che si troverà.

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acquaman

Visto l'interesse che ha dimostrato questa azienda, sicuramente penseranno loro a formarti, sicuramente ti affiancheranno a programmatori di esperienza che piano piano ti formeranno.
Noi in entrambi i casi che abbiamo inserito del personale lo abbiamo scelto in base alle caratteristiche della persona, e li abbiamo formati noi in azienda.

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Livio Orsini

Io ho programmato micro e PLC senza aver mai fatto un corso.

Avevo le conoscenze fondamentali di informatica derivate dal corso universitario di calcolo automatico, però mi sono imparato tutto da solo. Molto perchè sono nato, professionalmente, prima dei microe prima dei PLC.

Quindi la rispsota è si, se si vuole e se si è portati all'autoapprendimento.

Sicuramente corsi specialistici tenuti dalle case produttrici, facilitano la vita notevolmente: in un giorno impari quello ch daautodidatta apprendi in un mese.

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max.bocca

In trent'anni avrò fatto si è tre corsi di presentazione prodotti da mezza giornata. Se hai già un po' di basi logica, elettrotecnica leggi bene i manuali e esperimenta. Devi documentarti anche sui processi che andrai a gestire. 

Comunque un corso sul prodotto che intendi utilizzare non guasterebbe soprattutto per accelerare i tempi.

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Adelino Rossi

Nelle applicazioni con plc è importante sapersi muovere sia in campo, impianti, che con il plc, programmazione. non sempre le due cose sono assimilabili in una unica persona.

Se ti hanno osservato muoversi significa che sei di loro interesse. Pero prima di cambiare azienda approfondisci bene la conoscenza dell'offerente, che sia reale e non legata a un momentaneo aumento di lavoro. C'è la puoi fare se lo vuoi, ma l'impegno sul lavoro e extra lavoro sarà tanto e continuo. Sul lavoro devi produrre e imparare ciò che serve in quel momento ma a casa devi imparare a tutto campo. L'impegno in ore è considerevole.  

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Roberto Gioachin

Mi sembra molto strano che al giorno d'oggi si pensi che si impara solamente a scuola, mentre sappiamo bene che se uno vuole imparare a programmare PLC deve frequentare corsi specifici che NON vengono mai fatti a scuola.

Io al posto tuo mi farei una sola domanda, "Ho voglia di impegnarmi a fondo per imparare?", al resto ci penserà l'azienda che ti assume.

Un buon titolare di azienda prima di guardare il titolo di studio di un candidato, cerca di capire se è una persona affidabile e volenterosa di crescere.

Non voglio con questo sminuite il titolo di studio, ma semplicemente non frenare un ragazzo in gamba solamente perché non ha frequentato una certa scuola.

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Cialtrone

Al giorno d'oggi hai la possibilità di consultare manuali e testi online di qualsiasi natura.

Se hai la possibilità di mettere in pratica le cose che impari, se hai la possibilità di farti chiarire i dubbi e correggere gli errori, se hai la possibilità di farti spiegare le cose non capisci, che differenza c'è tra imparare a scuola o al lavoro?

 

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Roberto Gioachin

Beh….  La differenza c'è!

Difficilmente si può imparare tutta la teoria che si studia alle università, soprattutto quella che si fa ai corsi specifici per automazione.

In azienda, a casa, con i corsi si può imparare moltissimo per arrivare ad un ottimo livello, ma una laurea specifica permette livelli maggiori di conoscenza.

 

 

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acquaman

Nessuno parlava di laurea, ma di corsi di programmazione, e comunque una laurea ti da tanta conoscenza teorica, ma la laurea che ti da il cantiere non la batte nessuno.

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del_user_97632

 

21 minuti fa, Roberto Gioachin scrisse:

Beh….  La differenza c'è!

Molti cercatori di talenti dicono "laurea o esperienza equivalente" ... ma non ha troppo senso, perche' esperienza non equivale a basi specie matematiche che una laurea puo' dare. Io non sono laureato ma tornando indietro (e potendo) credo avrei fatto l'universita'. 

 

Poi c'e' un altro aspetto, che i famosi "osservatori" abbiano notato Damiano per determinate doti. A volte un giovane puo risolvere pattern complessi (una volta capito il problema) anche piu velocemente di uno con 20 anni di esperienza. Insomma dote che ben combina con esperienza che piano piano arrivera'.

 

Per il resto concordo con Livio, io non lavoro nei PLC ma nel firmware e Linux embedded, ma "volere e' potere" e la passione e soprattutto la determinazione fa scavalcare monti. Anche io sono autodidatta, no laurea, per quel che mi riguarda, non sono certo un genio, ma le cose che mi sono messo in testa di imparare alla fine le ho capite. Credo, o almeno se nel sistema operativo Linux ci sono oltre 20 patch e vari driver accettati col mio nome potrebbe voler dire che qualcosa ho imparato. Poi in questo settore informatico si impara ogni giorno.

 

Unica osservazione, la passione in genere non nasce quando c'e' una possibilita'. In genera nasce prima e indipendentemente quindi e' la passione stessa che apre le porte ai lavori.

 

 

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Lorenzo-53

Senza pratica sul campo la teoria lascia il tempo che trova, vai a scuola dove trovi forse insegnanti nozionistici non al passo coi tempi con attrezzature obsolete sempre che funzionino e testi vecchi poi ti trovi sul campo e non sono le attrezzature che conosci, non è quello che ti hanno insegnato, non capisci le esigenze del cliente, non sai un minimo di inglese per lavorare all'estero dove sarai per la maggior parte del tempo

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batta
2 ore fa, Roberto Gioachin scrisse:

Beh….  La differenza c'è!

Le basi teoriche ti danno sicuramente un vantaggio ma, per la programmazione di un PLC, a livello nozionistico servono solo le basi dell'informatica. Alla fine, per programmare un PLC, si usano sempre quelle quattro (si fa per dire) istruzioni. L'importante è saperle combinare bene insieme, e questo non si impara all'università, ma con anni di esperienza. Certo, l'università ti può fornire le basi, ti può indicare come strutturare un programma, ma anche un collega esperto te lo può insegnare. Anche come collegare un sensore, o controllare se il segnale di un trasduttore è corretto, non si impara all'università, ma sul campo.
E non dimentichiamo che parte importante della programmazione di un PLC è la conoscenza dell'hardware, e questo cambia molto da un marchio all'altro, e anche da modello a modello dello stesso marchio. Anche questo non si impara all'università. Importante, piuttosto, se c'è la possibilità, fare corsi specifici sul PLC che si deve usare.

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Roberto Gioachin

Non mi pare di aver messo a confronto la teoria scolastica con l'esperienza sul campo, ho solo evidenziato che una maggiore preparazione teorica può portare a livelli maggiori, poi se uno non  si impegna o non ci arriva proprio, può avere tutte le lauree che vuole ma non va da nessuna parte.

Non vorrei che da questi post uscisse la convinzione che avere una buona preparazione scolastica è assolutamente inutile, basta fare i corsi.

 

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Adolfo62

Ciao a tutti.

Io sono un atodidatta ho iniziato con S5 tanta passione tante serate al PC a fare prove certo qualche corso specifico per marca e modello lo ho fatto e mi e' servito soprattutto per imparere l'ambiente di lavoro e l'hardware limiti ..... certamente lo riconosco ma chiedo provo sperimento e quando proprio non riesco mi faccio aiutare. Personalmente non lo vedo improponibile partire da zero...... tutto sta alla bravura di chi ti assume nell'insegnarti, aver pazienza e dalla caparbieta' di chi deve...anzi meglio dire...vuole imparare a programmare. 

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Livio Orsini
1 ora fa, batta scrisse:

E non dimentichiamo che parte importante della programmazione di un PLC è la conoscenza dell'hardware, e questo cambia molto da un marchio all'altro, e anche da modello a modello dello stesso marchio. Anche questo non si impara all'università. Importante, piuttosto, se c'è la possibilità, fare corsi specifici sul PLC che si deve usare.

 

Condivido in toto e aggiungo che èmolto importatnte conoscere i ptocessi che si vanno ad automatizzare, anche queste conoscenze non si acquisiscono a scuola.

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batta
3 ore fa, Roberto Gioachin scrisse:

Non mi pare di aver messo a confronto la teoria scolastica con l'esperienza sul campo, ho solo evidenziato che una maggiore preparazione teorica pu√≤ portare a livelli maggioriÔĽŅ

Su questo sono assolutamente d'accordo: le basi teoriche, almeno potenzialmente, ti danno una marcia in pi√Ļ.
Penso anche per√≤ che il mondo dei PLC sia uno di quelli dove maggiormente serve l'esperienza pratica. √ą chiaro che con la sola pratica, se non sai cosa sia un byte, non vai da nessuna parte. Ma non vai da nessuna parte nemmeno appena uscito dall'universit√†, con conoscenze di classi e metodi, ma senza avere un'idea dei problemi che si incontrano nella realt√†. Una delle difficolt√† maggiori nella programmazione dei PLC, √® uscire dalle rogne quando non tutto va come previsto. Interviene la protezione di un motore, un cilindro pneumatico non termina la sua corsa, l'operatore (per necessit√† o, pi√Ļ frequentemente, per cattiva abitudine) preme un fungo di emergenza. Il tutto, ovviamente, accade sempre nella fase pi√Ļ critica di un ciclo. E devi riuscire a ripartire nel modo pi√Ļ semplice possibile per l'operatore, ovviamente senza danneggiare la macchina e, possibilmente, senza fare scarti di produzione. Questo lo impari solo con anni di esperienza.

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Yiogo

senza girarci intorno, la risposta è :

SI, ma

è come se chiedesti se poi andare da Milano a Venezia a piedi quando potresti noleggiare un'auto

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Semplice 1

Ciao Damiano Andriolett

 

Quando avrai finito di valutare la rassegna di tutti gli interventi che si sono sino ad ora susseguiti magari batti un colpo !!!

 

Magari torna a leggere quanto ti avevo già detto da subito (e che ricopio qui sotto per praticità di consultazione) :

 

20 ore fa, Semplice 1 scrisse:

Ciao Damiano Andrioletti

 

Sia in teoria che in pratica la risposta al tuo quesito è : si si può

 

Però moltissimo dipende dalla situazione che troverai come ambiente di lavoro e "ambiente" di Colleghi.

Sicuramente dovrai fare gli straordinari non pagati sia in ufficio che a casa tua per riuscire a restare a galla !

 

Spero di sbagliarmi, ma con tutta la gente che in questo campo sa già sicuramente fare almeno le cose basilari, il fatto che ci sia qualche "talent scout" alla ricerca di  Nuovi Volti per il PLC mi sembra alquanto sospetta.

 

La domanda che ci si deve porre in questi casi, ma anche in molti altri, è : ma per quale motivo questo posto è rimasto scoperto ?

 

Le risposte ipotizzabili possono essere parecchie e tutte non entusiasmanti................. 

 

Secondo me dentro ci sta tutto quanto rappresenta il nocciolo del tuo problema !

 

Disporre anche di maggiori dettagli può essere di una qualche utilità, purché i dettagli non siano troppi perché altrimenti si va in confusione mentale!

 

 

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Marco Fornaciari

Cominciamo dall'inizio.

Io ho fatto due corsi su due PLC diversi: Texas e Telemecanique (Modicon) nei primi anni '80: e il primo programma in assoluto oltre on-off, ho messo gestione dati. Senza i corsi di base: ciccia per i dati.

Quindi a fine anni '80 tenevo io i corsi a: elettricisti, periti, laureati, e a quelli che insegnano oggi. Fin che era on-off andava bene, ma appena si passa a temporizzatori o contatori gli occhi si allargavano. Al momento delle Word: occhi come palloni e ovviamente Boole ... faceva venire in mente la borsa dell'acqua calda.

Oggi è cambiata, ma in ogni caso di occhi come palloni nè vedo ancora.

Poi step 5 (chi si ricorda qualcosa) e step 7 l'ho imparato smanettanto con i colleghi (che avevano fatto il corso base) e subito gestione dati... che quando altri colleghi hanno visto i ns. SW, si sono arresi.

...

Programmare un PLC e per fare andare cosa?

1- Una macchina, anche complessa, ma tutta on-off?

2- Un impianto di processo?

3- Un impianto dove la gestione dati è il 85% del programma?

4- O parliamo di nettere mano a un PLC (o anche all'elettromeccanica) per avviare una macchina di serie?

 

Caso 4 = in 4 mesi impara quasi chiunque anche senza corsi.

Caso 1 = se non fai il corso e non conosci l'hardware ... poi fai la domande banalmente basiche sui forum

Caso 2 = ci vogliono anni affiancamento a esperti e partecipaire al progetto dell'impianto

Caso 3 = oltre al PLC devi conoscere tante altre cose.

 

Si può obiettare che con un buon diagramma di flusso e una completa descizione dei funzionamenti chiunque ci arriva: si ma poi sono i diagrammi e le descrizioni assere sempre carenti.

 

Poi a un neofita cosa insegni prima: i vecchi PLC o i nuovi?

Se sei un costruttore di macchine la risposta è ovvia: i nuovi! Ma quando il tecnico si trova da un cliente che ha macchine nuove e no, che figura ci fa il volenteroso programamtore?

Chi oggi ha pi√Ļ di 50 anni, ha inziato nei primi anni '90, quindi si √® evoluto e quasi tutto viene da solo, ma gi√† chi ha iniziato col nuovo secolo √® spesso in crisi.

La conoscensa dell'hardware oggi √® fondamentale, a parit√† di oggetto che hai in mano devi stare attento alle versioni dei firmware: quello che hai fatto per anni di punto in bianco non vale pi√Ļ.

 

E non abbiamo considerato HMI e supervisori.

 

Alla fine per iniziare possono bastare tre corsi base, scelti tra questi, e ovviamente nel contesto dell'attività svolta:

- Step 7

- Tia

- RSLogix 5000 o come lo chiamano ora

- Cx-Programmer

- Sysmac Studio

- Unity Schneider o come lo chiamono ora Eco ...

Imparato discretamente bene due di questi si possono usare gli altri con la sola lettura dei manual (ma bisogna leggerli), e smanettanto un po se c'è il tempo.

 

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acquaman
2 ore fa, Marco Fornaciari scrisse:

Quindi a fine anni '80 tenevo io i corsi

Appunto immagina di lavorare con un "bocia" per 8 ore al giorno su dei progetti reali, e non teorici e trasmettere piano piano le tue conoscenze, in poco tempo gli fai corsi base e avanzati tutti insieme, importantissimo è il materiale umano a cui ti rivolgi, devi trovare la persona giusta, a cui piace il lavoro e ci metta passione. 

Edited by acquaman
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Yiogo

io non ho fatto nessun corso, nemmeno uno, ma ho cominciati nel '90

ho anche tenuto un corso, ma malgrdo sia piacuto poi ho rinunciato a prendere altri incarichi perché tenere corsi non mi piace, ma questa si choama opinipne personale

 

a mio figlio ne ho fatti fare 4 o 5, mentre lo portavo in cantiere

 

io avevo davanti cinque anni per imaparare mentri iq uadristi continuavano a menare il torrone che "l'elettromeccanica funziona benissimo", cinque anni dopo sono stato uno che gli ha risposto, e non educatamente

chi comincia ora deve essere operativo entro la fine del mese corrente, QUESTA E' LA DIFFERENZA FINDAMENTALE

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Livio Orsini

Ho l'impressione che la discussione stia cominciando ad avvitarsi su se stessa senza nessuna novità.

Cerchiamo di tenere presente sempre la domanda iniziale e cerchiamo di dare solo risposte pertinenti.

il 6/7/2019 at 01:24 , Damiano Andrioletti scrisse:

La mia domanda √® la seguente: √ą possibile imparare a fare il programmatore di impianti automatici senza scuola ma solo imparando con i tecnici sul campo?

 

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