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Diff Da 25 + 2mt Da 10 E Da 16


stefano_

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salve, dando una letta nel sito elektro.it ho visto la seguente immagine:

con sotto la seguente scritta:

Fig.9 – Esempio di coordinamento fra interruttore differenziale puro e dispositivi di protezione contro il sovraccarico

mi spiegate perche non è corretto utilizzare un diff da 25+ 2mt da16 ??

Se fosse per la corrente allora non è corretto nemmeno utilizzare 2mt da 10 e da 16 Tot=26 sbaglio ??

Grazie

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Il differenziale PURO ha una portata di 25A e non può supportare 32A (16+16) che potrebbe passare dai 2 mt.

Non è corretto nemmeno utilizzare 2 mt da 10 e 16 con un diff. puro da 25A.

ciao,

sp

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Bè direi che non è corretto perchè, ipotizzando che i due circuiti a valle siano caricati al massimo delle loro possibilità, il differenziale sarebbe attraversato da una corrente superiore a quella nominale. Essendo, poverello, un differenziale puro è indifeso poichè non ha gli sganciatori di sovracorrente incorporati e quindi, nella fattispecie, sarebbe soggetto a sovraccarico.

A meno che a monte, nel disegno non si vede, non ci sia un magnetotermico di corrente nominale inferiore o uguale a 25A.

Tra l'altro al differenziale puro dovrebbe essere associata una protezione a monte (magnetotermico o fusibili con potere di interruzione opportuno secondo quanto prescritto dal costruttore) per proteggerlo dai cortocircuiti.

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Tra l'altro al differenziale puro dovrebbe essere associata una protezione a monte (magnetotermico o fusibili con potere di interruzione opportuno secondo quanto prescritto dal costruttore) per proteggerlo dai cortocircuiti.

E' un tuo consiglio o una prescrizione?

Quale costruttore prescrive che il differenziale puro deve essere protetto a monte da corto circuito cioé da corto circuito che avviene nel differenziale puro stesso?

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ciao a tutti

in figura i due magnetotermici a valle del differenziale da 25A sono da 10A quindi non vedo quale sia il problema :huh:

scusate non avevo visto la risposta di rimonta

Modificato: da Cipone
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il problema è che a casa ed in molte altre case vedo il diff da 25A con i 2 mt da 10 e da 16 a valle.....

diciamo che il problema non c'è perche è lo stesso contratto enel che mi limita la corrente a circa 16A (3Kw)

giusto ??? Ma se volessi aumentare la potenza dovrei cambiare diff e metterlo da 32 vero ??

Grazie a tutti.

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diciamo che il problema non c'è perche è lo stesso contratto enel che mi limita la corrente a circa 16A

Non si può utilizzare il limitatore del distributore per effettuare la protezione da sovraccarico.

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che mi limita la corrente a circa 16A (3Kw)

giusto ???

Se si tratta del vecchio contatore elettromeccanico è così, ma con quello nuovo il discorso cambia; il magnetotermico D63 del nuovo contatore è comandato per mezzo di una bobina di sgancio da una scheda elettronica che gestisce i tempi di intervento per i sovraccarichi. Se prelevo 50A dovrebbe intervenire in due minuti, tempo sufficiente per fondere il differenziale puro da 25A.

Ciao. :)

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personalmente poreferisco SEMPRE un magnetotermico a monte.

mi e' gia' capitato piu' di un differenziale che per temporali o altro siano andati in corto internamente.

se mancava il magnetotermico a monte potete immaginare le conseguenze.

un'alternativa secondo me' e' installare due magnetotermici differenziali per prese e luci del tipo a due moduli , il cui costo e' abbordabile.

si ha il vantaggio che per guasti agli elettrodomestici almeno la luce continua a funzionare.

ivano65

i

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allora,

ho visto bene l'impianto ed effettivamente sotto al contatore enel c'è un mtdiff da 16A 30ma

nel quadro di casa invece c'è un dif 25A 30ma e 2 mt linea prese e linea luci rispettivamente da 16 e da 10A

La mia curiostita è se un impianto così è strutturato bene.

Si insomma se a monte c'è un mtdif da 16 perche nel quadro di casa c'è da 25 non serve o sbaglio ??

Grazie.

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Alessandroni Matteo

Secondo me non è strutturato bene.

Avere un diff. M.T. a protezione del montante di soli 16 A non ti fa sfruttare completamente la tua potenza disponibile contrattuale (presumo 3 kW). Se, per esempio, sei leggermente sfasato, mettiamo cos fi 0,7 avresti una corrente 18,6 A; inoltre non riesci ad utilizzare gli "sforamenti" che il contratto ti permette.

E comunque il tuo interruttore M.T. differenziale lavorerebbe a regimi abbastanza elevati e ciò sicuramente non è bello.

Ti consiglio di installare un bel diff. selettivo 0,3A o resistente ai disturbi accoppiato ad un magnetotermico adeguato alla sezione/lunghezza della tua linea montantee di installare o un differenziale puro con corrente nominale superiore alla somma delle In dei magnetotermici del quadro o perlomeno superiore a quella del MT diff a valle ENEL o di installare un magnetotermico differenziale 0,03 istantaneo di con In a tua scelta (almeno quella dii quello a valle ENEL)

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personalmente poreferisco SEMPRE un magnetotermico a monte.

Allora, per corenza, dovresti anche evitare di utilizzare i differenziali magnetotermici, almeno quelli "monoblocco" in cui non è possibile capire, se non smontandoli, se la parte differenziale sta da una parte o dall'altra.

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Ivano dice che è sempre meglio avere a monte di un differenziale (puro) un magnetotermico per proteggere il differenziale stesso da eventuali corto circuiti nel suo interno.

Allora, nel caso di apparecchi integrati con differenziale e magnetotermico in un unico interruttore, come fai a sapere se la parte magnetotermica è a monte di quella differenziale perché si possa montare il m.t. a monte?

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E' fuori discussione che l'interruttore differenziale puro deve essere protetto dalle sovracorrenti; in particolare nel caso dei cortocircuiti dove deve essere considerata la corrente di cortocircuito presunta nel punto dove è installato il differenziale.

Se la protezione è costituita da apparecchi dello stesso costruttore la cosa è alquanto facilitata: in base all'associazione fra uno specifico differenziale puro ed uno specifico magnetotermico (o fusibile) il produttore indica a catalogo, in base a precise prove stabilite dalla norma Cei 23-42, il valore della corrente di cortocircuito nominale condizionale (Inc), ottenuta appunto dall'associazione dei due apparecchi.

Nel caso che gli apparecchi siano di marche diverse si dovrebbe calcolare, in base ai dati di entrambi, che il differenziale sia in grado di sopportare l'energia specifica e la corrente di picco lasciati passare dalla protezione magnetica durante il transitorio del corto.

Ritengo sia normale che la protezione magnetotermica vada installata prima di quella differenziale; i costruttori stessi lo indicano (vedi ad esempio BTicino dove si parla di associazione con la protezione a monte).

Tra l'altro, non vorrei sbagliarmi, circuitalmente avviene questo anche quando si accoppiano moduli differenziali ad interruttori magnetotermici e, immagino sia così, anche nei monoblocco (non li ho mai smontati però).

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E' fuori discussione che l'interruttore differenziale puro deve essere protetto dalle sovracorrenti; in particolare nel caso dei cortocircuiti dove deve essere considerata la corrente di cortocircuito presunta nel punto dove è installato il differenziale.

Sicuramente quando si tratta di corto circuiti sul carico alimentato dall'interruttore stesso.

Tuttavia non è scontato che la protezione da corto circuito debba coprire anche i corto circuiti a bordo del differenziale stesso (ovviamente un interruttore non può causare di suo sovraccarichi).

Perché se si accetta ciò, in linea di principio, ci si potrebbe porre il dubbio che anche un interruttore magnetotermico o un porta fusibile sia soggetto a corto circuiti al suo interno (perché no?) e vada esso stesso protetto a monte da un altro interruttore.....

Tra l'altro, non vorrei sbagliarmi, circuitalmente avviene questo anche quando si accoppiano moduli differenziali ad interruttori magnetotermici e, immagino sia così, anche nei monoblocco (non li ho mai smontati però).

No. Tranne che nei pochi apparecchi in cui è prescritto il lato di alimentazione (e non è detto che sia quello del magnetotermico!). Su un apparrecchio monoblocco, se non lo si smonta, non è possibile indovinare dall'esterno la parte del differenziale o del magnetotermico (anzi, potrebbero anche essere "incrociate" o "integrate"). Quindi, per analogia, non dovrebbero essere utilizzati, o almeno se non con una ulteriore protezione a monte.

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visto che la sezione del montante è di 6mm e la lunghezza è di 20/25 si potrebbe strutturare così:

Contratto da 3 Kw:

1) contatore enel,

2) mt diff da 32A 300ma Selettivo ( a monte il diff ed a valle il mt)

3) arrivo nel centralino di casa

4) diff 25A 30ma puro ( mettendolo da 25A e lavorando sempre sotto ai 16A non dovrei avere mai è sovradimensionato, meglio così no ??)

5) mt 10A linea luci

6) mt 16A linea prese

è corretto ?? Se si chi mi protegge il diff a valle del contatore enel.... per forza il contatore enel stesso no ??

Grazie.

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dal corto per esempio ... no ??

Oppure non viene presa in considerazione questa eventualita essendo brevissimo il tratto fra contatore e diff ??

..... :huh: stò dicendo delle stupidagini ??

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Per carità CIA, non volevo dire che un interruttore stesso deve essere comunque protetto da un interruttore a monte, si creerebbe una catena di S.Antonio...

volevo solo ribadire il fatto che un interruttore magnetotermico (o un fusibile) è "autoprotetto per natura", cioè costruttivamente dimensionato per interrompere, senza danneggiarsi, correnti di cortocircuito (fino al potere di interruzione), viceversa i differenziali puri non lo sono (o meglio hanno un bassissimo potere di rottura) per cui ad essi si deve associare una protezione adeguata.

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Oppure non viene presa in considerazione questa eventualita essendo brevissimo il tratto fra contatore e diff ??

Va presa in considerazione (anche se le norme stabiliscono in casi come questi la possibilità di evitare la protezione).

La mia domenda - provocatoria - era legata al fatto se un differenziale fosse da proteggere per i corto circuiti da esso creati.

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volevo solo ribadire il fatto che un interruttore magnetotermico (o un fusibile) è "autoprotetto per natura", cioè costruttivamente dimensionato per interrompere, senza danneggiarsi, correnti di cortocircuito (fino al potere di interruzione), viceversa i differenziali puri non lo sono (o meglio hanno un bassissimo potere di rottura) per cui ad essi si deve associare una protezione adeguata.

Su questo non ci sono dubbi.

Ma la domanda è: protezioni anche da cto cti a bordo dell'interruttore differenziale stesso?

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Esclusivamente per rispondere a Stefano, anche a fronte di quanto detto, direi che 2 punti sono sbagliati :

2) mt diff da 32A 300ma Selettivo ( a monte il diff ed a valle il mt)

Direi l'opposto.

4) diff 25A 30ma puro ( mettendolo da 25A e lavorando sempre sotto ai 16A non dovrei avere mai è sovradimensionato, meglio così no ??)

Ma chi garantisce che siamo "sempre sotto ai 16A" ?? Abbiamo gia' detto che il contatore ENEL no.

O il Differenziale e' da 32A come il MT del punto 2) o il MT del punto 2) e' da 25A anziche' da 32A .

Giusto ?

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