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Pressioni Acqua Impianto A Circuito Chiuso


DavidOne71
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a chiarimento

la pressione di mandata di una pompa è la pressione risultante dal calcolo del progetto.

in questo caso 30mt di prevalenza per l'altezza, più la pressione utile che si deve avere alla fine.

a chiarimento
questo lavoro lo fa da sola la pompa risultante dal calcolo del progetto.
Oppure prima di accendere la pompa a che pressione deve essere l'impianto per andare a 30 MT ????
Edited by R22
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Il circolatore ha lo scopo di far circolare il fluido termovettore, l’acqua, nell’impianto termico, le caratteristiche di un circolatore sono espresse dalla curva che ne lega portata (litri di acqua al minuto) e prevalenza; quest’ultima esprime, in metri, la lunghezza in corrispondenza della quale il circolatore garantisce una certa portata; all’aumentare della lunghezza di un circuito diminuisce la portata che il circolatore garantisce, si fa riferimento alla lunghezza di un circuito che comprende anche le lunghezze equivalenti per i tratti non lineari comecollettori, curve, salite, discese, chiusure, valvole collettori ed altri accessori.Il vaso di espansione a membrana è un componente indispensabile e presente su ogni

impianto di riscaldamento, che serve a compensare le variazioni di volume dell’acqua di
riscaldamento dovute alle variazioni di temperatura.
L’esperienza insegna che una delle ragioni che può provocare disfunzioni negli impianti di
riscaldamento è la presenza di aria, per evitare questo bisogna assicurarsi che la pressione
statica del sistema sia sempre superiore a quella atmosferica.
E’ buona norma verificare lo stato di pressione almeno una volta l’anno, sia della precarica
del vaso che dell’impianto.
Generalmente la pressione del vaso si tara considerando la pressione statica dell’impianto
diviso 10, (es. 30mts = 3 bar), mentre a sistema freddo bisogna aumentare di 0,5 bar la
pressione del vaso.
I
Esempio:
Se consideriamo l’altezza del
sistema pari a 30mts, la
precarica del vaso di
espansione dovrà essere di:
30mts/10 = 3 bar
Esempio:
Pressione di
precarica a vaso
scarico di 3 bar
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Esempio:
Se consideriamo l’altezza del
sistema pari a 30mts, la
precarica del vaso di
espansione dovrà essere di:
30mts/10 = 3 bar
Esempio:
Pressione di
precarica a vaso
scarico di 3 bar

Da questo comprendo che lei non ha mai messo in pressione un impianto che manda l'acqua a 30 Mt,

3 bar servono solo a mandare una colonna di acqua a 300 MT, senza alcuna strozzatura, curva valvola.

Ma tenendo conto di tutte le perdite di carico dovute a , CURVE, VALVOLE,STROZZATURE VARIE,

per lavorare con impianto a 30 MT bisogna dare al impianto 3+1=4 bar di pressione,

ma forse e ancora poco 4 bar, se non si riesce a scaldare l'ultimo utilizzatore.


problemi con l'editor , non sono riuscito a correggere, intendevo dire :

3 bar servono solo a mandare una colonna di acqua a 30 MT, senza alcuna strozzatura, curva valvola.

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E’ buona norma verificare lo stato di pressione almeno una volta l’anno, sia della precarica
del vaso che dell’impianto.
Generalmente la pressione del vaso si tara considerando la pressione statica dell’impianto
diviso 10, (es. 30mts = 3 bar), mentre a sistema freddo bisogna aumentare di 0,5 bar la
pressione del vaso.

Quando si lavora in impianti che lavorano a 30 MT di altezza......................

la pressione viene controllata tutti i giorni, ma anche piu' volte al giorno.

Questo anche se e presente un carico automatico di acqua, e un carico automatico di aria,

data la mole del impianto e degli innumerevoli scaricatori di aria presenti, e degli spurghi aria manuali,

il carico automatico acqua, aria, garantisce il funzionamento dell impianto.

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Il circolatore ha lo scopo di far circolare il fluido termovettore, l’acqua, nell’impianto termico, le caratteristiche di un circolatore sono espresse dalla curva che ne lega portata (litri di acqua al minuto) e prevalenza; quest’ultima esprime, in metri, la lunghezza in corrispondenza della quale il circolatore garantisce una certa portata; all’aumentare della lunghezza di un circuito diminuisce la portata che il circolatore garantisce, si fa riferimento alla lunghezza di un circuito che comprende anche le lunghezze equivalenti per i tratti non lineari comecollettori, curve, salite, discese, chiusure, valvole collettori ed altri accessori.Il vaso di espansione a membrana è un componente indispensabile e presente su ogni

Un circolatore non e altro che una piccola pompa.

Come tutte le pompe la portata e data dalla prevalenza.

Se aumenta la prevalenza diminuisce la portata, se diminuisce la prevalenza aumenta la portata.

Se tutte le pompe e presente una targhetta dove riportato la portata in base alla prevalenza,

quindi e molto semplice in base la prevalenza/portata individuare la pompa che fa al caso nostro.

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riporto di seguito la domanda iniziale di questo post (: Ciao a tutti, ho un po di confusione in testa e vorrei capirci qualcosa, faro delle domande passo dopo passo in modo da non fare confusione...

Su un impianto di riscaldamento e/o raffrescamento con caldaia e/o chiller al piano terra, a che pressione carichereste ammettendo che la pressione viene misurata al piano terra e le tubazioni arrivano fino a 30 mt?

NB La carica sarà effettuata a pompe spente ) . come puoi leggere i 30 mt non penso siano riferiti ad altezza perchè se no sarebbe una palazzina di circa 6 piani ma di lunghezza di tubazioni o un dislivello max di 4\5 mt oltretutto si parla di una caldaia ad uso domestico e non di centrale termica , la differenza tra una pompa è un circolatore è costituita dal fatto che meccanicamente le giranti sono diverse infatti se tu prendi una pompa installi un manometro senza montare ne vaso d'espansione ne pressostato vedi che spinge di più mentre il circolatore non arriva alla pressione della pompa questo perchè costruttivamente sono diversi sia come girante sia come conformazione chiocciola (corpo pompa ) , io per esperienza personale in certi casi di dislivello con caldaie murali ho montato un circolatore con una prevalenza maggiore per far in modo da muovere più acqua nell'impianto , l'acqua in più nell'impianto la ottengo con un vaso d'espansione , oltretutto un impianto che lavora acirca 1,2 bar 1,5 bar con una pompa aumenterebbe la pressione all'interno di esso , comunque come dici tu giustamente ci sono pompe montate in serie o circolatori montati in parallelo che risolverebbero il problema senza andare a fasciarsi la testa .

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Si parla di 30 MT come altezza, riferimento colonna di acqua, parlare di 30 mt di tubazione sarebbe cosa da poco, abitazione civile.

30 Mt di altezza si parla di palazzi da 9/10 piani, ma per l'acqua non fa la differenza se sono piani da 3 o da 4 Mt,

per l'acqua la differenza la fa la quota.

A 3 bar l'acqua arriva a 30 mt colonna di acqua aperta dritta senza nessuna perdita di carico.

Ora se carichi a 3 bar il tuo impianto non arrivi a 30 mt ma molto meno, causa perdite di carico, valvole,strozzature, giri strani delle tubazioni,

e vero che la pompa dara un ulteriore pressione, da verificare quanta pressione................in un impianto di questo tipo credo 0,5 bar ma non lo so ,

ogni impianto e a se bisogna provare e verificare.

Personalmente ho visto impianti che arrivano a 8 piani, meno di 30 Mt, e gia si lavora a 4,5 bar,

se la pressione scende a 4 bar gia non si riscalda 8° piano, oppure la circolazione e scarsa,

ora sto parlando con la pompa in moto.

comunque si puo partire a caricare a 3 bar, poi si accende la pompa e in base la pressione ci si regola con la pompa accesa, e si corregge la pressione,

poi si va al ultimo piano e se gli utilizzatori non si riscaldano non resta che aumentare la pressione.

E se dopo l'aumento di pressione ancora non si riscaldano, allora si accende un altra pompa, e se ancora non si riscaldano una pompa ancora,

ovvio e obbligo lo spurgo del aria, l'aria nel impianto fa da tappo.

Un circolatore con prevalenza maggiore in ogni caso ha una portata maggiore, e se non si arriva alla prevalenza max la portata aumenta,

da tenere presente che in un impianto civile tipo abitazione 2/3 piani con una pressione da 1,5 bar ci arrivi comodamente,

1,5 bar arrivi a 15 mt di colonna d'acqua, a 9 mt dovresti arrivarci comodamente.

Se non arrivi a 9 Mt con 1,5 bar non resta che portare la pressione a 2 bar, ma se ancora non ci arriva allora e la pompa che e piccola.

Edited by R22
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Ho trovato un po strano montare un ulteriore vaso di espansione con una pompa sul ritorno,

se la mandata e un po' scarsa la pompa sul ritorno potrebbe creare un abbassamento di pressione, e creare dei vuoti .....................

questi vuoti se si creano aprirebbero le valvole scarico aria automatico, aspirando aria nel impianto.

Ma se e un impianto civile e non ci sono i scaricatori e gia diverso

Secondo me le pompe vanno messe sulla mandata, in caso si monta una pompa piu' grossa, o pompe in batteria,

Se hai una mandata buona il ritorno e garantito, non vedo motivo della pompa sul ritorno !!!

Se il primo vaso di espansione e dimensionato correttamente, non vedrei motivo di installarne un altro

comunque attendo delucidazioni, non mi e molto chiaro

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parlando di colonne d'acqua monterei pompe in batteria o al limite circolatori in parallelo , vaso di espansione , e valvole jolli da 3\4 considerando sempre le kilocalorie del generatore di calore sono idonee all'utillizzo dell'impianto, , il secondo vaso ci permette di alzare ulteriormente la pressione dell'impianto ed avere una maggiore quntità di acqua in esso, non ricorriamo in errore di una 20 ventina di anni fa che si diceva meno acqua ho prima la riscaldo , questo va bene in teoria ma quando parliamo di impianti di riscaldamento e con termosifoni (peggio ancora con termoconvettori ) abbiamo bisogno di acqua . si trovano ancora in giro impianti a termosifoni di altezza 80 con 8 elementi alimentati da tubi del diametro di 10 ,

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il secondo vaso ci permette di alzare ulteriormente la pressione dell'impianto ed avere una maggiore quntità di acqua in esso

questo non mi è chiaro.... :huh:

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Il dimensianamento del vaso espansione e dato dal aumento del volumeme dell acqua,

ipotesi volume da 10°C a 70°C , calcolato il volume di riscaldamento, si aumenta il volume di circa un 30% spazio di sicurezza.

A questo punto il vaso di espansione e dimensionato correttamente, e ha lo spazio sufficente per assorbire l'aumento del volume acqua,

aumento di volume dato dal riscaldamento, ma in fase di raffreddamento restituisce l'acqua assorbita mantenendo l'impianto a pressione pressoche costante.

Quindi se dimensionato correttamente il vaso e a posto.

In gergo avere piu' acqua,.................

non vuol dire aumentare il volume dell' acqua impianto , ma vuol dire fare girare piu acqua,

vuol dire che per qualche motivo da verificare, non girano i metri cubi di acqua che servono a riscaldare gli ambienti.

Quindi se la circolazione e lenta ,.....lento sara lo scambio termico, lento sara il riscaldamento ambienti.

Ma se manca il riscaldamento ai piani alti, allora potrebbe essere la pressione che manca ad arrivare agli utilizzatori,

se invece la pressione e abbondante allora e la pompa che ha difficolta a girareil volume acqua necessario.

Quindi circolazione lenta = riscaldamento lento, le calorie trasportate dall' acqua nel tempo sono inferiori

Per ovviare il problema,................la cosa piu' semplice e aumentare la temperatura acqua riscaldamento

quindi se ho poca acqua ma e a 65/70 gradi scaldo lo stesso,( sempre a scapito del rendimento caldaia )

Ovviamente si riscalda fino a un certo punto, perche oltre questa temperatura non si puo' andare

Se l'impianto e correttamente bilanciato portata/pressione acqua, il sistema lavora correttamente con rendimenti migliori in %

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Quindi secondo alcuni di voi le perdite di carico di una linea verticale, chiamatela colonna, all'interno di un circuito chiuso e in pressione, sono superiori ad una linea orizzontale con le medesime lunghezze??


In gergo avere piu' acqua,.................

non vuol dire aumentare il volume dell' acqua impianto , ma vuol dire fare girare piu acqua,

:clap:

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Accetto la critica vito ,

Ma se secondo te le cose stanno diversamente perche non le spieghi ????

Perche non dai la tua spiegazione sulla portata/prevalenza pompe ????

Credo sia piu' difficile andare in quota con l'acqua che in lineare, e poi non si e ancora parlato di quanto lunga e la linea.

In lineare si devono vincere solo le perdite di carico, in verticale bisogna vincere la pressione della colonna di acqua + perdite di carico

preciso che sono i libri i testi che la chiamano colonna di acqua, non a caso esistono manometri espressi in metri di acqua.

Edited by R22
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R22 perdonami ma non era mia intenzione porre alcuna critica...ragion per cui ho messo il tuo commento in quote seguito dall'omino che batte le mani...( nel senso che sono perfettamente in accordo con te :thumb_yello: )

però ho un diverso parere per quanto riguarda la vincita delle perdite di carico... in caso di linea aperta sposa perfettamente la tua tesi ...ma non in caso di circuito chiuso ,a mio parere ma posso sbagliarmi . le perdite di carico sono le medesime in caso di linee orizzontali o verticali...

Attendo ancora una risposta circa il vantaggio che ne assumerebbe la portata in base al vaso di espansione scritto qualche post in su da fabio baxi.

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le perdite di carico sono le medesime in caso di linee orizzontali o verticali...

Concordo ...R22 pensaci bene ...è vero che la pompa o circolatore come si voglia chiamare deve spingere l'acqua verso l'alto....ma il ritorno l'hai calcolato come forza contrapposta?

Io per questo dicevo prima a Davide....se tanto mi da tanto a voi che rimane? :lol:

Diverso e il discorso del calcolo della prevalenza.....lunghezza e tipo tubazione,curve,valvole etc...se non erro esiste una tabella specifica per il calcolo.

Edited by simon1991
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La dilatazione massima del fluido idrotermico entro il vaso d’espensione non dovrebbe occupare più

dei 3/4 del volume del vaso d’espansione medesimo.
Esempio: potenza termica installata 200 Kw riempimento impanto = 2000L (10Lx 200kW)
Dilatazione fluidotermica = 3,5%* x 2000= 70L volume vaso d’espansione precaricato a 1,5 bar (
nella presunzione che l’altezza max idrostatica è di 15 m) = 70x4/3= 93L
Per praticità di calcolo è possibile utilizzare il coefficiente 4,6% per la potenzialità complessiva
dell’impianto. Es. 4,6 % x 2000 = 92L valore prossomo a quello precedentemente calcolato
Se prendiamo in considerazione l’esempio di cui sopra, la pressione massima raggiunta dal fluido
idrotermico costituisce anche il valore della massima pressione di taratura della valvola di sicurezza (
per praticità detta pressione di taratura verrà scelta a 3,5 bar, reale punto d’intervento.
*3,5 costituisce il valore di massima dilatazione del fluido termico alla pressione fino a 95°C
Nota: la pressione di precarica deve corrispondere alla pressione idrostartica dell’impianto.
Es: altezza colonna d’acqua dal punto più alto impianto, al punto corrispondente alla posizione del
vaso d’aspansione = 21 m; pressione di precarica = 2,1bar
questo è un esempio trovato in giro per internet che spiega meglio di me perchè si preferisce montare un vaso di espansione supplementare . CHIEDO SCUSA SE MI SONO SPIEGATO MALE O SE QUALCUNO DEGLI UTENTI DI QUESTO FORUM PUò AVER PENSATO CHE IO GLI ABBIA DATO DELL'INCAPACE , MA IL POST PER MEè MOLTO COSTRUTTIVO E I CONFRONTI CON TUTTI VOI MI AIUTANO AD AUMENTARE LA MIA CULTURA TECNICA.
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Fabio a me sembra che spieghi solo come calcolare il vaso d'espansione,lo dico in merito a questo

Nota: la pressione di precarica deve corrispondere alla pressione idrostartica dell’impianto.

Es: altezza colonna d’acqua dal punto più alto impianto, al punto corrispondente alla posizione del
vaso d’aspansione = 21 m; pressione di precarica = 2,1bar

e cioè che la pressione(aria) all'interno del vaso deve essere medesima alla differenza di posizione tra questo ed il punto più alto.

Non vedo un esempio di calcolo di un vaso supplementare,posto al di sopra del circuito.

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R22 perdonami ma non era mia intenzione porre alcuna critica...ragion per cui ho messo il tuo commento in quote seguito dall'omino che batte le mani...( nel senso che sono perfettamente in accordo con te :thumb_yello: )

Forse ho frainteso, <) ma in ogni caso sono sempre disposto a mettermi in discussione

però ho un diverso parere per quanto riguarda la vincita delle perdite di carico... in caso di linea aperta sposa perfettamente la tua tesi ...ma

non in caso di circuito chiuso ,a mio parere ma posso sbagliarmi . le perdite di carico sono le medesime in caso di linee orizzontali o verticali...

Non vorrei fraintendere una seconda volta,

le perdite di carico sono le medesime in caso di linee orizzontali o verticali...

Sono pienamente d'accordo, non o mai pensato il contrario

Solo che in orizzontale bisogna aggiugere la pressione di quota

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Problemi con la linea, volevo dire

Sono pienamente d'accordo, non o mai pensato il contrario

Solo che in verticale bisogna aggiugere la pressione di quota

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Solo che in orizzontale bisogna aggiugere la pressione di quota

Solo che in verticale bisogna aggiugere la pressione di quota

:blink: ..scherzo ho capito che è la seconda riga.

Spiegati meglio....cosa vuoi dire quando dici ...aggiungere la pressione di quota?

Giusto per chiarezza.

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questo è un esempio trovato in giro per internet che spiega meglio di me perchè si preferisce montare un vaso di espansione supplementare . CHIEDO SCUSA SE MI SONO SPIEGATO MALE O SE QUALCUNO DEGLI UTENTI DI QUESTO FORUM PUò AVER PENSATO CHE IO GLI ABBIA DATO DELL'INCAPACE , MA IL POST PER MEè MOLTO COSTRUTTIVO E I CONFRONTI CON TUTTI VOI MI AIUTANO AD AUMENTARE LA MIA CULTURA TECNICA.

La dilatazione massima del fluido idrotermico entro il vaso d’espensione non dovrebbe occupare più

dei 3/4 del volume del vaso d’espansione medesimo.

Fabio nessuno si e offeso , siamo fra amici, e per aumentare la nostra conoscenza tecnica,

di solito sono io che chiedo informazioni.

Il tema dilatazione del fluido non fa una piega, e sono pienamente d'accordo

Su tutto il resto del discorso non ci ho capito niente,

premetto che non sono un installatore e che non costruisco impianti, quindi cedo la parola a chi ne sa di piu'

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come hai fatto notare quella è la pressione di precarica , ma come leggi c'è anche la quantità di acqua che deve contenere :che deve essere i 3\4 di quella dell'impianto, questo sempre considerando se siamo a conoscenza di quanti litri di acqua contenga il nostro impianto ,non so se come esempio per capire vada bene , però se prendiamo un autoclave e usiamo un vaso da 20 lt noi sfrutteremo quei 20 litri fino a quando il nostro pressostato tarato ad una pressione "x" non intervenga , l'installazione su la parte più alta mi determina la spinta verso il basso dell'acqua "x" litri in più contenuti nel vaso non solo per l'aumentare di volume dell'acqua ma anche come acqua in più nell'impianto ,a temperatura fredda ,

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Ho problemi con l'editor, ma anche di linea , non riesco a correggere, e mi sta facendo impazzire,

intendevo dire verticale, ma non sono riuscito a correggere

la risposta esatta e questa

Sono pienamente d'accordo, non o mai pensato il contrario, le perdite di carico ci sono in verticale e orizontale

Solo che in verticale bisogna aggiugere la pressione di quota + perdite di carico

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si stanno mischiando mele e pere. la pressione di carica ha a che fare anche con l'attrazione gravitazionale. le perdite di carico sono tutt'altro, e sono le medesime in orizzontale e verticale...

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